Israele conferma l'invio di armi a clan palestinese anti-Hamas a Gaza per salvare vite dei nostri soldati

Israele conferma l'invio di armi a clan palestinese anti-Hamas a Gaza per salvare vite dei nostri soldati

Israele conferma l'invio di armi a clan palestinese anti-Hamas a Gaza per salvare vite dei nostri soldati Photo Credit: https://agenziafotogramma.it/


Le autorità israeliane hanno affermato di aver armato un gruppo che si oppone ad Hamas nella Striscia per proteggere i soldati. Intanto, sono almeno 42 i morti nei raid israeliani secondo Al Jazeera

L'APPOGGIO DI ISRAELE A UN GRUPPO ANTI-HAMAS

Le forze armate israeliane hanno confermato di aver fornito sostegno, anche militare, a una fazione palestinese rivale di Hamas operante nella Striscia di Gaza. Durante una conferenza stampa, il generale di brigata Effie Defrin ha spiegato che la cooperazione con gruppi ostili al movimento islamista rientra nelle strategie adottate da Israele per raggiungere gli obiettivi della campagna militare in corso. “Stiamo conducendo diverse azioni per minare il potere di Hamas”, ha affermato il portavoce militare, sottolineando che l’eliminazione del controllo esercitato da Hamas su Gaza resta una delle priorità operative. Le dichiarazioni arrivano all’indomani della rivelazione fatta da Avigdor Lieberman, parlamentare ed ex ministro della Difesa, che aveva raccontato alla televisione pubblica israeliana che l’esecutivo stava fornendo armamenti a gruppi considerati criminali. Le informazioni sono state poi confermate anche dal primo ministro Benjamin Netanyahu, che ha commentato positivamente il sostegno offerto a una fazione beduina anti-Hamas, guidata da Yasser Abu Shabab. Secondo il Consiglio Europeo per le Relazioni Estere, il gruppo in questione è stato accusato di saccheggi ai danni dei convogli umanitari diretti alla popolazione civile. Tuttavia, Netanyahu ha difeso apertamente la scelta: “Aiutare chi si oppone ad Hamas ci consente di risparmiare vite tra i nostri militari”, ha dichiarato in un video.

I BOMBARDAMENTI ISRAELIANI NELLA STRISCIA

Nel frattempo, la situazione nella Striscia di Gaza continua a peggiorare. Durante il primo giorno della festa islamica dell’Eid al-Adha, almeno 42 civili hanno perso la vita in raid israeliani, secondo quanto riferito da Al Jazeera. La Gaza Humanitarian Foundation ha annunciato la sospensione della distribuzione degli aiuti, raccomandando ai cittadini di non avvicinarsi ai centri di raccolta per motivi di sicurezza. Il governo statunitense sta valutando un piano di finanziamento da 500 milioni di dollari alla stessa fondazione, attingendo al bilancio dell’agenzia USAID. Tuttavia, diversi funzionari dell’amministrazione americana esprimono perplessità sulla fattibilità del progetto, considerando i recenti scontri armati vicino ai magazzini degli aiuti e le difficoltà logistiche nel gestire l’afflusso della popolazione. In un episodio avvenuto stamattina, cinque civili palestinesi sono stati uccisi vicino a un centro di distribuzione a sud di Gaza, nei pressi di Rafah, secondo Al Jazeera. L’ufficio del primo ministro israeliano ha inoltre annunciato il recupero della salma di Nattapong Pinta, cittadino thailandese rapito durante gli attacchi del 7 ottobre 2023. Secondo le autorità, l’uomo sarebbe stato ucciso nelle prime fasi del conflitto dalle stesse Brigate Mujahideen che avevano preso in ostaggio anche due cittadini con doppia cittadinanza israeliana e americana, i cui resti sono stati ritrovati nei giorni scorsi.


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