Jessica Foster, la soldatessa influencer pro-Trump non esiste: è stata creata con l’IA Photo Credit: INSTAGRAM
23 marzo 2026, ore 15:48
Jessica Foster, la giovane soldatessa che ha fatto impazzire i sostenitori di Donald Trump, in realtà non è mai esistita. Come scrive il Washington Post, è stata creata da un generatore di immagini basato sull'intelligenza artificiale.
Il caso virale di Jessica Foster
Nel suo primo video, postato il giorno del Ringraziamento nel novembre 2025, la giovane soldatessa statunitense bionda e con gli occhi azzurri, era seduta davanti alla bandiera americana e chiedeva di mettere un like ad ogni "ragazzo etero a cui piace una ragazza dell'esercito americano". La ragazza si mostrava sorridente, in divisa militare (o in tenuta tattica sexy), in posa e mostrava i suoi incontri con la first lady Melania Trump, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, la stella del calcio Lionel Messi e perfino con Vladimir Putin. Oltre ai suoi impegni istituzionali, la soldatessa postava sui social battute spinte, si dedicava alle lotte con i cuscini con le compagne di dormitorio e si vantava di fare "il miglior lavoro del mondo". Rappresentava la perfetta paladina patriottica dei sogni del popolo Maga americano, ma Jessica Foster in realtà non è mai esistita.
La scoperta dell’identità falsa
Nonostante il grande successo e il boom di followers, alcuni elementi iniziavano a sembrare sospetti. Le divise militari non erano sempre coerenti e le medaglie appartenevano a corpi diversi, creando un mix di qualifiche che potevano classificarla come un sergente maggiore, una diplomata della scuola dei Ranger, o un generale a una stella. Un altro elemento che ha fatto emergere ulteriori dubbi è una foto in cui la donna tiene un discorso alla "Conferenza sul confine della pace", che invece dovrebbe essere il "Trump board of peace". L’intera identità, quindi, è stata creata con strumenti di generazione di immagini e video basati su intelligenza artificiale, come hanno evidenziato esperti di deepfake e giornali investigativi, tra cui il Washington Post e Fast Company. L’esercito statunitense inoltre ha confermato che nessun soldato con quel nome è mai esistito.
La chiusura del profilo
L’anonimo gestore del profilo Instagram di Jessica Foster non ha risposto alla richiesta di un commento da parte del Washington Post. Il giorno dopo averla ricevuta, prima che Instagram bloccasse il profilo da 1 milione di seguaci per "violazione delle regole della piattaforma”, ha pubblicato una nuova foto che ritraeva la soldatessa a bordo di una nave militare, nello Stretto di Hormuz. Dietro l’account sembra esserci anche un obiettivo commerciale, ovvero indirizzare il pubblico verso una pagina OnlyFans tramite la quale venivano venduti contenuti esclusivi, in particolare foto di piedi. Alcuni utenti avrebbero speso anche oltre 100 dollari per singolo post, convinti di chattare con una soldatessa reale. Un portavoce della piattaforma ha dichiarato che l'account è stato rimosso per violazione delle sue regole in quanto richiedono che tutti i creatori siano adulti e con un'identità verificata. Nonostante se l'identità della soldatessa fosse falsa, i suoi post hanno ricevuto in totale più di 100.000 commenti.
Un fenomeno che si sta diffondendo
Il caso di Jessica Foster, però, non è isolato. Su piattaforme come TikTok, Instagram e X stanno spuntando sempre di più profili di soldatesse, camioniste e agenti di Polizia sostenitrici di Trump generate con l'intelligenza artificiale. Le caratteristiche sono spesso simili: estetica curata, contenuti seducenti e messaggi ideologici. Il fenomeno non riguarda solo gli Usa ma, come riportato dalla Bbc ,anche video di soldatesse iraniane , pronte a raccontare come stanno difendendo il loro Paese. Ma in questo caso l' inganno è evidente perché in Iran alle donne è vietato ricoprire ruoli di combattimento.



