L’assassino sta scrivendo, misteri da risolvere e segreti da svelare tra i banchi di scuola: Elena Campani ci porta a scoprire il suo libro

L’assassino sta scrivendo, misteri da risolvere e segreti da svelare tra i banchi di scuola: Elena Campani ci porta a scoprire il suo libro

L’assassino sta scrivendo, misteri da risolvere e segreti da svelare tra i banchi di scuola: Elena Campani ci porta a scoprire il suo libro Photo Credit: "L'assassino sta scrivendo" di Elena Campani, Bompiani


Una morte misteriosa, che non trova nessuna spiegazione logica, e una docente e bibliotecaria con il giusto fiuto: solo due degli ingredienti di una ricetta letteraria ben più complessa e coinvolgente

Si apre un nuovo fine settimana e ritorna il consueto appuntamento con il fantastico mondo della carta stampata. Un frangente che la domenica ci porta a scoprire le novità più interessanti tra i libri da leggere arrivati in libreria nelle ultime settimane, con quattro titoli pronti a solleticare di volta in volta i palati e le esigenze più diversificate di lettori e lettrici.

Il sabato è invece il giorno dedicato agli approfondimenti, il momento in cui andiamo in profondità delle pubblicazioni che vedono coinvolti autori e autrici del panorama italiano. Ed è proprio con loro che scopriamo i retroscena delle opere, come nel caso di Giovanni Paolo De Matteis con il suo “È tutto una bugia” (Sanpino) o di Lorenzo Marone con il suo “Ti telefono stasera” (Feltrinelli).

Oggi i riflettori sono per Elena Campani, che con il suo “L’assassino sta scrivendo", edito da Bompiani, costruisce una storia pregna di mistero che gravita intorno al mondo scuola.


L’ASSASSINO STA SCRIVENDO, MISTERI A SFONDO SCOLASTICO E RIFLESSIONI SULLA SOCIETÀ ODIERNA

Ciao Elena, e benvenuta. Parto subito dalle presentazioni del tuo libro: cosa troviamo ne "L'assassino sta scrivendo"?

“Troviamo la misteriosa morte di una liceale e l’involontaria indagine sul suo omicidio condotta dalla bibliotecaria della scuola. Ma soprattutto troviamo una protagonista femminile insolita, introversa, balbuziente e segnata da un trauma, che riesce a muoversi tra più culture e a interpretare i segnali “animali” delle persone fino a giungere alla soluzione. Diversi linguaggi – tra cui anche le chat, il giornalino della scuola, alcune immagini – compongono una specie di canto e controcanto narrativo che riproduce la complessità delle nostre vite e delle relazioni interpersonali e il rapporto disfunzionale che adulti e ragazzi hanno, per esempio, con i media e le piattaforme social. Su tutto questo si proietta l’ombra di un delitto, ma anche la luce dell’istruzione/educazione e della capacità di ascolto.”


Com'è nata l'idea alla base della storia? Nelle fasi iniziali, quelle dove tutto può succedere prima che la linea narrativa si definisca, ci ho percepito un po' di "Tredici", la serie Netflix. Forse per tematiche, oppure per ambientazione scolastica…

“L’idea alla base del libro e l’ambientazione sono nati un po’ di anni fa dalla mia esperienza personale, quando ero insegnante di scuola superiore. È in quel contesto che ho concepito proprio le fasi iniziali della storia a cui fai riferimento e molte delle situazioni che ho poi descritto, compresa la morte della studentessa. E anche se il liceo di cui parlo non esiste, l’edificio in cui si svolge l’azione, che io conosco bene, è reale. Possiamo davvero dire che questo romanzo è nato durante le ricreazioni, nei momenti di calma in cui guardavo fuori dalla finestra e tra le riflessioni che facevo alla fine della giornata scolastica. Altri temi sono nati per motivi diversi, ma anche quelli sono quasi sempre legati al mio vissuto.”


Passiamo alla protagonista, Tuva Colmar, con chi condividi parte dell'esperienza professionale, considerando che si tratta di un'insegnante. Per quanto eventi segnanti (no spoiler) ne abbiano condizionato la vita, privandola di uno strumento importante: la capacità di parlare in maniera fluida…

“Tuva Colmar è nata contestualmente alla storia principale. Volevo raccontare una donna forte, introversa e indipendente che affronta le proprie difficoltà di linguaggio isolandosi un po’ dagli altri, ma anche mostrando, quando servono, tenacia e consapevolezza di sé. Vive in una sorta di dimensione liminare, di frontiera. Si trova al confine tra la parola umana e l’assenza di comunicazione, ma soprattutto tra il mondo della cultura (è una bibliotecaria) e quello dell’istinto (conosce il comportamento dei cani): sarà questa sua posizione a renderla così brava a risolvere i misteri al centro della narrazione. Il suo stesso nome è duplice. Colmar come la nota città alsaziana e Tuva come la repubblica che sta nell’esatto centro dell’Asia: entrambi luoghi di frontiera, uno più familiare (intendo per noi europei) e l’altro lontanissimo e sconosciuto.”


COME IN UN PUZZLE, OGNI ELEMENTO DELLA STORIA HA UN SUO POSTO E PESO SPECIFICO

Ecco, già dal solo nome della protagonista è evidente quanto lavoro ci sia alle spalle del tuo libro. Senza fare spoiler, nel corso della storia si troveranno riferimenti che evidenziano una certa cura per i dettagli. Ma sono elementi che ti avranno richiesto un bel po' di lavoro di ricerca…

“Sì, alcune parti del libro hanno richiesto un lavoro di ricerca, o comunque mi hanno costretta a rispolverare conoscenze e competenze acquisite con la mia formazione. Da diversi anni ho interrotto la carriera universitaria che avevo davanti, ma è come se quel mondo fosse uscito dalla porta per rientrare dalla finestra: non solo perché lavoro come editor accademica, ma anche perché quello che ho studiato, imparato, esaminato è riaffiorato quando ho iniziato a costruire il romanzo. Ed è stato divertente, soprattutto quando si è trattato di inventare (niente spoiler!) certi personaggi storico-culturali che fossero credibili e anche quando ho raccolto le citazioni sui cani attingendo un po’ alla memoria, un po’ alla mia biblioteca personale e in parte a echi che venivano da esperienze lontane.”


Nel libro apri ogni capitolo con un riferimento letterario illustre. Come mai?

“Qua ritorna l’idea di confine a cui ho già accennato. Volevo che sulla “soglia” di ogni capitolo comparissero i cani, sia in quanto animali capaci di leggere segnali comunicativi umani per noi invisibili, sia come simbolo di quell’istinto che le persone mettono da parte troppo spesso, dimenticando che si tratta invece di una delle tante forme di conoscenza e di uno strumento di comprensione dell’altro e dell’ambiente che ci circonda. Ogni citazione, tra l’altro, è strettamente legata a quello che accade nel capitolo che apre, stabilendo un dialogo intertestuale e divenendo un po’ introduzione, un po’ guida attraverso le pagine.”


Se il tuo libro fosse una canzone, quale sarebbe?

“Vista la pluralità di temi che contiene, mi vengono in mente molte canzoni, anche di band e artisti molto diversi tra loro. Tra queste, però, ne cito due, se non sono troppe. Una è “The Murder Mystery” dei Velvet Underground e non solo per il titolo e il contenuto. È un brano con voci che si sovrappongono, echi letterari e flussi di coscienza che mi ricorda un po’ la struttura del romanzo e i suoi differenti linguaggi, mentre la parte musicale potrebbe rimandare all’inquietudine che prova Tuva da quando comprende che c’è qualcosa fuori posto che merita un’indagine. L’altra è “Made of Broken Parts” dei Lagwagon perché, anche se in modi diversi, c’è qualcosa di “rotto” e malfunzionante in ognuno dei personaggi principali e lo scenario umano generale che emerge, salvo qualche eccezione, è caratterizzato dal giudizio nei confronti dell’altro e dalla mancanza di connessione tra la gente. Io, però, sono un po’ più ottimista di Joey Cape, o almeno cerco di esserlo.”


Come sempre diamo uno sguardo al futuro e ai tuoi progetti: ne hai qualcuno che bolle in pentola e che possiamo definire prossimo? E poi, la copertina de "L'assassino sta scrivendo" spinge a riflettere, visto che poco sotto leggiamo anche "la prima indagine di Tuva Colmar": dobbiamo aspettarcene delle altre, dunque?

Diciamo che voglio lasciare a Tuva la possibilità di tornare. Poi starà a lei decidere.


Argomenti

Bompiani
Elena Campani
L'assassino sta scrivendo
libri

Gli ultimi articoli di Dario Vanacore

  • C’è un mondo oltre la coda che scodinzola, storie ed esperienze per imparare a capire il proprio cane: Antonio Puccio ci porta dietro le quinte del suo libro

    C’è un mondo oltre la coda che scodinzola, storie ed esperienze per imparare a capire il proprio cane: Antonio Puccio ci porta dietro le quinte del suo libro

  • I libri da leggere della settimana, tra “Piacere, Nico”, “La ragazza che ascoltava i gatti”, “Il test” e “Il paradosso della diagnosi”

    I libri da leggere della settimana, tra “Piacere, Nico”, “La ragazza che ascoltava i gatti”, “Il test” e “Il paradosso della diagnosi”

  • Ti telefono stasera, un viaggio nel complesso e dinamico mondo della genitorialità: il commento di Lorenzo Marone al suo nuovo romanzo

    Ti telefono stasera, un viaggio nel complesso e dinamico mondo della genitorialità: il commento di Lorenzo Marone al suo nuovo romanzo

  • Fate Presto! Il terremoto dell’80, il sisma che sconvolse l’Irpinia inquadrato da una prospettiva molto particolare: Gloria Vocaturo ci racconta il suo libro

    Fate Presto! Il terremoto dell’80, il sisma che sconvolse l’Irpinia inquadrato da una prospettiva molto particolare: Gloria Vocaturo ci racconta il suo libro

  • I libri da leggere della settimana, tra “L’altro fratello”, “la biblioteca perduta”, “Qui siamo tutti colpevoli” e “Una spia in esilio”

    I libri da leggere della settimana, tra “L’altro fratello”, “la biblioteca perduta”, “Qui siamo tutti colpevoli” e “Una spia in esilio”

  • È tutto una bugia, tra carriere calcistiche sfumate e sogni riposti nel cassetto: Giovanni Paolo De Matteis ci porta a scoprire il suo nuovo libro

    È tutto una bugia, tra carriere calcistiche sfumate e sogni riposti nel cassetto: Giovanni Paolo De Matteis ci porta a scoprire il suo nuovo libro

  • I libri da leggere della settimana, tra “La traditrice”, “Fiori per Algernon”, “Alaska La serie” e “L’orologiaio di Brest”

    I libri da leggere della settimana, tra “La traditrice”, “Fiori per Algernon”, “Alaska La serie” e “L’orologiaio di Brest”

  • Le parole della pioggia, una Tokyo dai tratti onirici tra mito e realtà: Laura Imai Messina ci porta dietro le quinte del suo nuovo libro

    Le parole della pioggia, una Tokyo dai tratti onirici tra mito e realtà: Laura Imai Messina ci porta dietro le quinte del suo nuovo libro

  • I libri da leggere della settimana, tra “Nemesi”, “Tutto quello che è successo con Miranda Huff”, “Il segreto del Titanic” e “The Residence”

    I libri da leggere della settimana, tra “Nemesi”, “Tutto quello che è successo con Miranda Huff”, “Il segreto del Titanic” e “The Residence”

  • A Firenze gira voce, il capoluogo toscano tra indagini e intrighi economico finanziari: Christine Von Borries ci porta a scoprire il suo nuovo romanzo

    A Firenze gira voce, il capoluogo toscano tra indagini e intrighi economico finanziari: Christine Von Borries ci porta a scoprire il suo nuovo romanzo