La notte degli Oscar più incerta: Coogler sfida Anderson, Chalamet non è più sicuro

La notte degli Oscar più incerta: Coogler sfida Anderson, Chalamet non è più sicuro

La notte degli Oscar più incerta: Coogler sfida Anderson, Chalamet non è più sicuro Photo Credit: Ufficio Stampa Warner Bros. Discovery


La rimonta di Sinners riapre la corsa al miglior film, mentre Sean Penn potrebbe portare a casa la terza statuetta della sua carriera

Ma insomma, chi lo vincerà? Molti scommettono su I Peccatori di Ryan Coogler e quindi su un possibile sorpasso ai danni di Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson. I due titoli della scuderia Warner si stanno sfidando in un testa a testa che fino a due mesi fa sembrava impossibile.

IL SORPASSO DI COOGLER?

Fin dalla sua uscita, la pellicola di Anderson con Leonardo DiCaprio, Sean Penn, Benicio Del Toro e Teyana Taylor era stata salutata come il titolo destinato a portare a casa l’ambita statuetta. Poi è arrivata la pioggia di nomination, da record, per Sinners (questo il titolo originale del film di Coogler) e improvvisamente l’Oscar al miglior film 2026 è apparso molto più incerto. Le quotazioni restano ancora a favore di PTA, ma il colpo di scena potrebbe non essere così impossibile. Lo scenario che molti ipotizzano è questo: a Paul Thomas Anderson il premio per la miglior regia e a I Peccatori quello per il miglior film. Sarebbe veramente clamoroso. Anche perché, in questo scenario, la pellicola con Michael B. Jordan potrebbe diventare il primo horror a vincere l’Oscar più importante. Non sarebbe poco, soprattutto per un genere che ormai da diversi anni sta vivendo un momento davvero d’oro.

LA STRADA COMPLICATA DI TIMOTHÉE

E poi c’è il caso Chalamet. Fino a poche settimane fa sembrava certa la sua vittoria dell’Oscar come miglior attore per Marty Supreme. Poi però i BAFTA (il premio del cinema britannico) e soprattutto i SAG Awards (assegnati dal sindacato degli attori americani) sono andati in un’altra direzione e la sua vittoria è apparsa molto meno scontata. La polemica scoppiata dopo, sulla questione opera e balletto, è sembrata del tutto fuori tempo massimo e, se Chalamet non dovesse vincere il premio, non sarà certo per una battuta di troppo. Piuttosto per antichi dissapori che l’Academy nutre verso Oscar assegnati a nomi ancora troppo giovani e troppo sicuri di sé. Il buon Leonardo DiCaprio, in passato, ne è stato un esempio.

MESSAGGI POLITICI CONTRO TRUMP

Poi ci sono i premi che sembrano più sicuri: Jessie Buckley come miglior attrice, Sentimental Value come miglior film internazionale, il cartoon K-Pop Demon Hunters come miglior film d’animazione e miglior canzone e, addirittura, Sean Penn come miglior attore non protagonista. Lui che avrebbe scelto di non presentarsi alla cerimonia potrebbe così salire a quota tre statuette in carriera. E poi c’è lo show che farà da contorno alla consegna dei premi. Non aspettiamoci schiaffi eclatanti o buste sbagliate. No: nella seconda edizione degli Oscar sotto il secondo impero trumpiano, molti potrebbero decidere di lanciare messaggi politici forti, soprattutto alla luce di tutto quello che sta accadendo nel mondo.


Ad ogni modo, quest’anno, vista la qualità dei film candidati, potrebbe veramente succedere la cosa più semplice e imprevedibile di tutte. E cioè che vinca davvero il film migliore.



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