La Palma: il vulcano non si ferma, 8 giorni di eruzioni nell’isola delle Canarie. Chiuso l’aeroporto

27 settembre 2021, ore 14:20

Dopo la breve interruzione di questa mattina, il Cumbre Vieja torna a spaventare la popolazione di La Palma. Anche i voli sono stati interrotti e l’aeroporto rimane chiuso.

Sembrava si fosse finalmente arrestata l’ondata di eruzioni che da oltre una settimana sta travolgendo La Palma, l’isola dell’arcipelago delle Canarie. Otto giorni di colate laviche che stanno spaventando e mettendo in crisi la popolazione locale, causando disservizi e devastando i paesi finiti sul percorso infuocato. A produrre i materiali incandescenti il Cumbre Vieja, imponente complesso vulcanico che arriva a toccare i 1949 metri sul livello del mare.


Il tragitto della colata

Nella giornata di ieri autorità ed esperti di vulcanologia avevano osservato come , dopo un periodo di modesta quiescenza, il flusso di lava espulsa dal vulcano verso la costa si fosse ravvivato nella giornata di ieri e come successivamente, nel tardo pomeriggio, la colata fosse già arrivata a poco più di un chilometro e mezzo dalla costa. In questi giorni di paura, lungo il suo tragitto di devastazione, la lava in movimento ha travolto oltre cinquecento edifici, causando danni irreparabili. Secondo Efe, agenzia di stampa spagnola, sarebbero rimasti irrimediabilmente compromessi anche la chiesa di Todoque e il centro sanitario locale.

Fino a poche ore fa l’Istituto di Vulcanologia delle Canarie avvertiva circa la concreta possibilità che la colata non si arresti nel suo cammino, raggiungendo il mare. Qualora questo accadesse, il contatto tra il materiale incandescente e l’acqua salata potrebbe causare colonne di vapore tossiche cariche di acido cloridrico, pericolosissime per le persone che si trovassero lì vicino. Per questo le autorità locali, già nella giornata di ieri, avevano ordinato alla popolazione di alcuni nuclei urbani situati sulla costa ovest di la Palma di rimanere in casa al sicuro, chiudendo porte e finestre. Inoltre, a causa di violente esplosioni e del formarsi di una nuvola di cenere di notevoli dimensioni, era stata ordinata l’evacuazione di diversi quartieri della città di El Paso.

Al momento dell’interruzione di questa mattina, in particolare, la lava era arrivata a soli ottocento metri dalla costa occidentale dell’Isola. Le autorità avevano per questo imposto il coprifuoco nelle zone di San Borondon, Marina Alta, Marina Baja e La Condesa.

Nonostante l’inarrestabile avanzata della colata incandescente, l’aeroporto dell’isola di Palma era rimasto aperto, sebbene alcuni disagi per i viaggiatori. Solo nella giornata di ieri, tuttavia, sette voli erano stati annullati per via della fuliggine. Questa mattina la società che gestisce lo scalo ne ha comunicato la chiusura momentanea, a causa dell’accumulo di cenere sprigionata dal vulcano.


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Un’eruzione senza fine

Gli esperti vulcanologi rimangono ancora cauti circa l’effettiva interruzione dell’attività del Cumbre Vieja. Questa mattina per varie ore dal vulcano non erano arrivati più rumori di esplosioni né di materiali fuoriusciti, prima che l’attività riprendesse. Una coltre di cenere continua ad aleggiare tuttavia sopra la vetta, sebbene sia più piccola rispetto a quella dei giorni scorsi. Un vulcanologo, intervistato dalla tv di Stato Rtve, ha affermato che tali interruzioni non sono insolite.


Tags: canarie, eruzione, la palma, rtl1025, vulcano

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