“Massacrati da chi può farlo ma siamo nel giusto”, così Giorgetti sulla manovra

“Massacrati da chi può farlo ma siamo nel giusto”, così Giorgetti sulla manovra

“Massacrati da chi può farlo ma siamo nel giusto”, così Giorgetti sulla manovra Photo Credit: Ansa: Massimo Percossi


“Chi guadagna 2mila euro al mese non è ricco”, ha aggiunto il Ministro dell’Economia

''Una volta che abbiamo cercato di ovviare, non per i ricchi, ma per quelli che guadagnano, diciamo così, delle cifre ragionevoli, siamo stati in qualche modo massacrati da coloro che hanno la possibilità di massacrare''. Così Giancarlo Giorgetti parlando del taglio dell'Irpef per i ceti medi previsto dalla manovra e rispondendo alle accuse di favorire i super ricchi. “Pensiamo di essere nel giusto”, ha aggiunto in riferimento alle critiche di Istat, Bankitalia e Corte dei Conti. 'Uno che guadagna 45.000 lordi, quindi circa 2.000 netti non è ricco”, ha sottolineato Giorgetti. Il ministro dell’Economia, intervenuto oggi in collegamento al festival dei territori industriali a Bergamo, ha inoltre sottolineato: ''Noi siamo intervenuti sul cento medio, perché i ceti più svantaggiati sono stati negli anni scorsi attenzionati. Quindi noi abbiamo messo circa 18 miliardi l'anno scorso e le abbiamo rimessi quest'anno per i redditi inferiori a 35 mila euro, quest'anno come abbiamo sempre detto abbiamo fatto uno sforzo ulteriore e abbiamo coperto anche la fascia di redditi fino a 50 mila euro. A me sembra una logica assolutamente in fin dei conti, cioè considerando l'orizzonte pluriennale, assolutamente sensata''.


Giancarlo Giorgetti, su iper e superammortamento troveremo una soluzione

"Uno degli interventi che mi auguro si possa compiere nel passaggio parlamentare della manovra è quello relativo agli iperammortamenti e superammortamenti perché sono quelli che in qualche modo danno un impulso quasi automatico per rinnovare, investire, migliorare. Renderli pluriennali sarebbe una bella cosa perché forniscono agli investitori un quadro di certezza nel tempo e quindi anche la possibilità e la capacità di programmare gli investimenti. Cercheremo sicuramente di trovare una soluzione”.


Per il ministro dell’Economia le banche devono fare credito

''I banchieri dicono che c'è poca domanda di credito. Noi riteniamo che lo sforzo significativo che ha fatto lo Stato, con il sistema delle garanzie pubbliche attraverso Mediocredito centrale e Sace che accompagna il credito bancario, sia in qualche modo da tenere in considerazione un po' di più. Pensiamo che le banche, l'ho detto e lo ribadisco, devono tornare anche a concentrarsi nell'attività creditizia tradizionale, perché per un sistema industriale come il nostro il credito bancario continua a essere fondamentale''.



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