Meta e Google inducono dipendenza nei giovanissimi: nel giro di 24 ore due verdetti contro i social senza precedenti

Meta e Google  inducono dipendenza nei giovanissimi: nel giro di 24 ore due verdetti contro i social senza precedenti

Meta e Google inducono dipendenza nei giovanissimi: nel giro di 24 ore due verdetti contro i social senza precedenti Photo Credit: ANSAFoto.it


Un tribunale in California, a Los Angeles, ha ritenuto Instagram e Youtube responsabili della depressione di un'adolescente, imponendo a Meta e Google un risarcimento milionario

Meta e Google sono responsabili della dipendenza dai social media tra i giovani. È il verdetto raggiunto da una giuria di Los Angeles nell'ambito del processo sulla dipendenza da social media.

La storia della giovanissima che inguaia  i colossi social

Il processo è partito dalla denuncia di una ventenne californiana, Kaley G.M., che ha testimoniato che YouTube (proprietà Google) e Instagram (proprietà Meta) hanno istigato la sua depressione e pensieri suicidi durante l'infanzia. Era solo una bambina di 8 anni quando si è iscritta a YouTube, poi a 9 ha creato un account su Instagram. Quello che allora si chiamava Musical.ly e che oggi è TikTok l'ha scoperto a 10. Infine a 11 è entrata anche su SnapChat. Poi ha passato la sua adolescenza a combattere ansia, depressione, pensieri suicidi e svariati problemi di accettazione del suo corpo.  Kaley però, documentando con precisione chirurgica i danni ricevuti nel corso della sua frequentazione delle piattaforme social,  ha avuto la meglio contro Meta e Google. E ora riceverà un compenso di 3 milioni di dollari a titolo di risarcimento danni

Sentenza storica

Il verdetto può essere tranquillamente definito storico, perché potrebbe ridefinire il modo in cui l'industria tecnologica affronta la responsabilità legale in merito alla salute mentale dei giovani utenti. La decisione della Giuria è arrivata dopo più di 40 ore di discussione nel corso di nove giorni, a un mese dall'inizio delle arringhe finali. La  strategia messa in atto nell' imponente istruttoria  per arrivare al processo contro i big delle piattaforme social è stata ispirata a quella adottata negli anni '90 per accusare l'industria del tabacco di nascondere le conseguenze negative sulla salute dell'uso delle sigarette e la dipendenza che il fumo generava. Lo spiega il New York Times. Un dettaglio tutt'altro che trascurabile e che fa comprendere come la strada che sarà imboccata giocoforza dalle piattaforme sia quella di un maggior controllo dei loro prodotti, per evitare in futuro altre cause milionarie. 

La posizione di Meta

Meta ha fatto sapere che "con tutto il rispetto" non è d'accordo con la sentenza di Los Angeles che ha giudicato l'azienda e Google responsabili della dipendenza da social media. Il gigante del tech ha usato le stesse parole pronunciate dopo l'altra sentenza contraria che nelle scorse ore era stata emessa in New Mexico

Stabilito un precedente per chi accusa i social di influire negativamente sulla salute mentale dei giovani

Il verdetto, senza precedenti, crea un precedente per migliaia di querelanti negli Stati Uniti che accusano le grandi piattaforme di essere responsabili di un'epidemia di dipendenza dai social network. Il verdetto emesso a Los Angeles conclude che Meta, la società madre di Instagram, e YouTube (Google) hanno mostrato ''negligenza'' nella progettazione dei loro social network e non hanno avvertito adeguatamente gli utenti dei rischi delle loro piattaforme per i minori. 


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