Milano-Cortina, Andrea Abodi a RTL 102.5: “Quattro medaglie per ogni medagliato. Su Ghali polemica chiusa, quel palco non è un concerto”

Milano-Cortina, Andrea Abodi a RTL 102.5: “Quattro medaglie per ogni medagliato. Su Ghali polemica chiusa, quel palco non è un concerto”

Milano-Cortina, Andrea Abodi a RTL 102.5: “Quattro medaglie per ogni medagliato. Su Ghali polemica chiusa, quel palco non è un concerto” Photo Credit: ANSA/FILIPPO ATTILI/US PRESIDENZA DEL CONSIGLIO


Il ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi, interviene a RTL 102.5, in merito alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026

Il ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi, interviene a RTL 102.5, in merito alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. All’interno di Non Stop News, con Enrico Galletti, Giusi Legrenzi, Massimo Lo Nigro e Lucrezia Bernardo.


OLIMPIADI DI MILANO-CORTINA 2026: LA SITUAZIONE ATTUALE

«Oltre che il respiro profondo è il battito del cuore, perché non c'è soltanto l'impegno ma ci sono i sentimenti, c'è la passione, c'è questa lunga attesa operosa di un lavoro durato anni e che adesso si consacra. Siamo pronti, siamo tutti pronti, noi diciamo nelle retrovie, perché al centro dello spettacolo ci sono gli atleti e le atlete e al centro dello spettacolo ci sono gli spettatori, quelli che comunque saranno presenti. Due milioni di spettatori come minimo nei luoghi di gara, a partire proprio da San Siro dopo domani sera e più di due miliardi di telespettatori da tutto il mondo. È emozionante, travolgente, coinvolgente».


MEDAGLIE ITALIANE

«Mi aspetto molte medaglie in più del passato, perché oltre a quelle che vinceranno gli atleti ci saranno anche le medaglie che verranno date con questa nuova iniziativa che abbiamo studiato con il Poligrafico, la Zecca dello Stato, per quattro persone che hanno dato contributi decisivi a chi ha vinto una medaglia. Gli atleti decideranno quali saranno queste quattro persone, come l'allenatore, il massaggiatore, il mental coach, i genitori, i fratelli, gli amici. Questo, secondo me, è un valore molto molto forte, non è come quello delle medaglie, per chi sale sul podio l'esperienza è straordinaria, ma è un riconoscimento del merito anche di chi ha contribuito al merito dello sportivo».


LA CERIMONIA DI APERTURA A SAN SIRO

«Mi aspetto uno spettacolo straordinario, uno spettacolo universale con il linguaggio che soltanto lo sport riesce ad esprimere, un linguaggio diciamo di comunione, di rappresentazione del meglio, che dobbiamo cercare di portare nei giorni normali. Ci sarà la rappresentazione di tutto il valore della storia, della cultura, dell'arte, dell'ingegno di uomini e donne che hanno lasciato il segno, non soltanto in Italia, ma nel mondo. La rappresentazione di quello che siamo, certamente i nostri difetti non saranno sul palco, ma cercheremo di prendere spunto comunque da quello che rappresentiamo a livello proprio mondiale e questa vetrina io mi auguro che venga apprezzata non soltanto da chi avrà la fortuna di partecipare direttamente, ma anche da chi lo potrà vedere in televisione».


LA POLEMICA SU GHALI

«Per me è una questione che non si è neanche aperta, perché la cosa importante è che Ghali è sul palco e canterà, dirà le cose che concorderà con gli organizzatori, a partire dal CIO e dalla Fondazione Milano Cortina. Il palco universale di dopodomani non è il palco di un concerto qualunque, è il palco di una rappresentazione che ha delle regole e verranno rispettate le regole non soltanto da Ghali, ma da tutti».


IL VALORE DELLA TREGUA OLIMPICA

«Lo sport è costantemente uno strumento di diplomazia anche quando non si percepisce nella cronaca ed è il contributo alla diplomazia che deve comunque condurre non soltanto la tregua olimpica, ma la pace. C'è ancora chi non comprende il valore comunque della pace, il valore del rispetto della vita e delle persone. Ancora in questi giorni continuano aggressioni contro il popolo ucraino e questo è insopportabile, inaccettabile e disumano. Io mi auguro che il messaggio che partirà, non soltanto da dopodomani, ma che è già partito e continuerà durante le Olimpiadi, possa essere percepito, apprezzato e rispettato».


IL PREZZO DEI BIGLIETTI DELLE GARE

«Si guarda spesso nella forbice il prezzo più alto e non il prezzo più basso e così diventa facile fare polemica. Le Olimpiadi sono per tutte le tasche e se uno veramente ha voglia di andare a vedere una gara olimpica costa mediamente come una partita di calcio o poco più, con qualcosa di più forse di una partita di calcio senza nulla togliere al calcio. È il concetto stesso delle Olimpiadi, che sia aperto alle persone con tutte le possibilità. Non capisco perché si cerchi per forza la polemica, ma noi intanto non la seguiamo».


EVENTI CONNESSI ALLE OLIMPIADI

«Io penso che sia l'occasione, soprattutto per gli stranieri, ma anche per gli italiani, per scoprire le opportunità delle Olimpiadi culturali. Non è stato un caso che sia nato un palinsesto di questa natura, perché lo sport, la cultura, l'arte, la storia viaggiano di pari passo, si alimentano l'uno con l'altro. Anche la musica è un elemento che sarà sempre più presente in ambito sportivo ed è una cosa che noi cercheremo di portare non soltanto nel grande avvenimento, ma nella vita quotidiana. Basti il collegamento con Caivano, il centro sportivo che abbiamo ricostruito da zero in pochissimo tempo, ha preso il nome di Pino Daniele. Mentre si fa sport, si ascolta la musica e nel frattempo stiamo ricostruendo anche l'auditorium dove tutte le arti saranno rappresentate e praticate».


IL PETARDO CONTRO IL PORTIERE DELLA CREMONESE

«Io associo quelle immagini alle immagini dell'aggressione del poliziotto a Torino. Siamo nell'ambito dello scadimento del genere umano. Questo ci deve spingere non soltanto a essere tempestivi ed efficaci nell'azione come è successo per quel teppista, non lo chiamerei neanche tifoso, che ha tirato quel petardo, quell'altro che ha perso purtroppo tre falangi e per fortuna che sia andata così perché poteva finire molto peggio. Bisogna continuare non soltanto nella repressione ma soprattutto nella alfabetizzazione culturale. Evidentemente la società esprime questo e anche i modelli della società non sempre sono educativi. Abbiamo troppe rappresentazioni a volte anche in televisione di stereotipi nei quali il comportamento violento che disprezza la vita, che disprezza le norme diventa quasi esemplare e per noi questo è insopportabile e quindi ci vuole una reazione culturale ed educativa e lo sport fa anche questo».


CRIMINALITÀ GIOVANILE: COME ARGINARE IL PROBLEMA

«Io credo che di fronte a fatti del genere che sono soltanto la punta estrema di una violenza comunque latente e quotidiana bisogna continuare non con iniziativa ma con un concetto di attività che vanno dall'intervento preventivo dove possibile e la repressione immediata nella misura in cui si riesce ad essere tempestivi appunto ed efficaci. La pena, anche questo è un tema non secondario, molto spesso a degli arresti seguono comunque delle decisioni dei magistrati di liberare comunque delle persone che dovrebbero riuscire a riflettere per qualche tempo, così come opportunità in ogni ambito di socialità che solleciti e alleni il senso appunto della responsabilità. Lo sport in fondo fa questo, così come tante iniziative sulle politiche giovanili che noi stiamo portando avanti da “Rigenerazione” che è un progetto dedicato alla marginalità sociale e a spazi civici per la gioventù. Non possiamo accontentarci di una singola azione, ci vuole un concerto e questo è un tema che va affrontato tutti insieme».



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