Nagasaki ricorda la bomba atomica, appello globale per un mondo libero dalle armi nucleari

Nagasaki ricorda la bomba atomica, appello globale per un mondo libero dalle armi nucleari

Nagasaki ricorda la bomba atomica, appello globale per un mondo libero dalle armi nucleari Photo Credit: ansa foto/Franck Robichon


A 80 anni dall’attacco nucleare, la città giapponese onora le vittime e chiede ai leader mondiali azioni concrete per il disarmo atomico e la pace duratura

NAGASAKI, 80 ANNI DOPO

A quasi otto decenni dall’ultima pagina della Seconda guerra mondiale, il Giappone torna a fermarsi per ricordare uno degli eventi più drammatici della sua storia. Questa volta è Nagasaki, la città portuale del sud-ovest del Paese, a diventare il centro della memoria, rievocando il 9 agosto 1945, giorno in cui un ordigno nucleare statunitense la rase al suolo, causando oltre 70mila vittime in gran parte civili. Sei giorni dopo, il Giappone avrebbe firmato la resa incondizionata, mettendo fine al conflitto mondiale.

IL RICORDO DI NAGASAKI

Alle 11:02 ora locale, la stessa in cui la bomba esplose, la città si è fermata per un minuto di silenzio nel Parco della Pace. Alla cerimonia hanno preso parte rappresentanti provenienti da 94 Paesi e regioni. La presenza così ampia segna una netta differenza rispetto all’anno precedente, quando alcune tensioni diplomatiche avevano portato all’assenza di delegazioni come quella statunitense, in seguito alla decisione di non invitare Israele a causa della guerra a Gaza. Durante il rito commemorativo, il sindaco Shiro Suzuki ha pronunciato la Dichiarazione di Pace, rivolgendo un appello diretto ai leader mondiali: serve un piano concreto e condiviso per eliminare le armi atomiche. Ha anche ricordato il contributo dell’associazione dei sopravvissuti, Nihon Hidankyo, premiata con il Nobel per la Pace per il suo lavoro instancabile nel sensibilizzare la comunità internazionale. Il primo ministro Shigeru Ishiba ha confermato la linea di condotta storica del Giappone, che dal dopoguerra ha adottato tre principi fondamentali: non produrre, non possedere e non permettere la presenza di armi nucleari sul proprio territorio. Ha promesso che Tokyo continuerà a guidare gli sforzi diplomatici per un mondo libero da testate atomiche. Tuttavia, non ha menzionato il trattato ONU sul bando delle armi nucleari, in vigore dal 2021, al quale Hiroshima e Nagasaki chiedono con forza di aderire.

LA VOCE DELLE NAZIONI UNITE

Anche le Nazioni Unite hanno fatto sentire la propria voce. Izumi Nakamitsu, sottosegretario generale e alto rappresentante per il disarmo, ha esortato a rafforzare gli strumenti già esistenti, come il dialogo e la diplomazia, e a puntare sulla trasparenza e sul controllo degli armamenti come strade concrete verso il disarmo globale.

GLI HIBAKUSHA, I SOPRAVVISSUTI

Il tempo, però, riduce inesorabilmente la testimonianza diretta di chi visse quegli istanti. I dati più recenti indicano che i sopravvissuti riconosciuti ufficialmente agli attacchi di Hiroshima e Nagasaki — gli hibakusha — sono oggi meno di 100mila, con un’età media superiore agli 86 anni. Ogni commemorazione diventa così non solo un momento di memoria, ma anche un’occasione urgente per raccogliere e tramandare le voci di chi può raccontare, in prima persona, l’orrore della guerra nucleare.


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