Restrizioni solo per chi non è vaccinato, ai presidenti di Regione piace il modello Austria, ma il governo frena

17 novembre 2021, ore 10:10

Secondo quanto filtra da Palazzo Chigi al momento non c'è nessuna ipotesi allo studio di applicare le misure restrittive anti-Covid ai non vaccinati; in Italia la situazione non può essere paragonata a quella molto critica dell'Austria

Ipotesi lockdown per i no-vax, c'è il no del Governo

 La prospettiva di nuove restrizioni, che serpeggia in questi giorni, ha spinto alcuni Presidenti di Regione a chiedere misure sul modello austriaco: vale a dire che, anche le regole previste con un eventuale passaggio di colore, dall'attuale zona bianca che oggi appartiene all'Italia intera,  valgano solo per i non vaccinati, sul modello del lockdown duro deciso da Vienna per chi è senza immunizzazione. Il Governo però ha escluso con decisione un'eventualità del genere. Fonti di Palazzo Chigi hanno sottolineato che i dati del contagio in Italia non sono paragonabili a quelli dell'Austria, che la situazione nelle terapie intensive ad oggi è sotto controllo e che continua il monitoraggio dei dati, con una valutazione prevista a dicembre, ma non si vuole fare alcun tipo di allarmismo. Condivide Matteo Salvini, che prende le distanze dai presidenti di Regione, anche da quelli leghisti: "Basta terrorizzare gli italiani. Stiamo lavorando per non chiudere, non proibire, niente a nessuno".

Governatori del Nord contro i no-vax

 La voce che si è levata tra le altre è quella del Presidente leghista della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, con il suo Friuli candidato a passare in giallo- "La mia idea -ha detto Fedriga - è che le restrizioni della zona gialla non valgono per i vaccinati. Chi si è protetto, ha partecipato alla campagna vaccinale, limita le ospedalizzazioni, salvaguarda il sistema di sanità pubblica non può pagare un prezzo di cui non ha nessuna colpa, perché ha creduto nella scienza e nello Stato". Della stessa idea il compagno di partito e governatore della Lombardia, Attilio Fontana: "non possiamo pensare a restrizioni per questi cittadini che hanno dimostrato fiducia, consapevolezza e senso del bene comune". Concorda il governatore della Liguria, Giovanni Toti: "Chiederemo al Governo - fa sapere - che le misure restrittive legate alle fasce di colore valgano per le persone che non hanno fatto il vaccino, non per le persone che lo hanno correttamente fatto". Anche per il presidente della Calabria, Roberto Occhiuto, "se si dovessero rendere necessarie nuove restrizioni - e il vero gradone è rappresentato a mio avviso dalla cosiddetta zona arancione - queste dovrebbero coinvolgere esclusivamente coloro che non si sono vaccinati". Analoga la posizione di Alberto Cirio (Piemonte): "chi si è  vaccinato ha dato prova di fiducia nelle istituzioni e io credo che questa fiducia debba essere ripagata".

Domani riunione della Conferenza delle Regioni

 Il dibattito approderà domani sul tavolo della riunione delle Regioni mentre dubbi sulla praticabilità della proposta arrivano dai costituzionalisti. Sono due le sostanziali differenze tra zona bianca e gialla: obbligo di mascherina anche all'aperto, limite di 4 persone al tavolo al ristorante. Più pesanti le limitazioni in caso di passaggio ad arancione, con coprifuoco, chiusura di locali e stop a spostamenti. Tuttavia  l'Italia non ha i numeri (ben più preoccupanti) dell'Austria, il sistema sanitario regge, la durata del Green Pass non cambia. L'obiettivo del Governo resta quella di evitare nuove restrizioni, ferma restando la massima attenzione per la tutela della salute. Comunque  tra le  ipotesi allo studio, c'è il taglio a 9 mesi della validità del green pass, mentre c'è chi chiede una sforbiciata anche alla scadenza del tampone antigenico: da 72 a 48 ore. Tra un paio di settimane si farà una valutazione, con il coinvolgimento anche dal Comitato Tecnico Scientifico

Restrizioni solo per chi non è vaccinato, ai presidenti di Regione piace il modello Austria, ma il governo frena
Tags: covid, novax, regioni

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