Ricci, responsabile nazionale prove Invalsi, a dispersione "esplicita" va sommata quella "implicita"
L'abbandono precoce dell'istruzione e della formazione, la cosiddetta dispersione scolastica, in Italia si è ridotta nel tempo, attestandosi nel 2018 al 14,5% (fonte Eurostat 2019). E tuttavia accanto alla dispersione scolastica "esplicita" c'è una ulteriore dispersione "implicita" pari al 7,1% relativa a quei giovani che escono con un titolo di studio di scuola secondaria di secondo grado, ma senza possedere nemmeno lontanamente le competenze di base che sarebbero previste dopo 13 anni di scuola. Sommando le due percentuali si supera il 20%: ovvero 1 giovane ogni 5 o non ha terminato il secondo ciclo di istruzione oppure, pur avendolo concluso, non ha le competenze corrispondenti al livello atteso. E' quanto afferma Roberto Ricci, responsabile nazionale prove Invalsi sull'editoriale "La dispersione scolastica implicita" pubblicato questo mese.
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