Stati generali della natalità aperti a Roma dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Stati generali della natalità aperti a Roma dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Stati generali della natalità aperti a Roma dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella Photo Credit: Ansa /HANDOUT QUIRINALE / PAOLO GIANDO


Per il capo dello Stato "la natalità è l'indicatore principale per misurare la speranza di un popolo, è un tema vitale per il nostro paese e per il continente europeo


Fazzoletti verdi bianchi e rossi sventolati da un coro di bambini che cantava l’inno nazionale. Si sono aperti così gli Stati Generali della natalità a Roma davanti ad un Presidente della Repubblica Sergio Mattarella , compiaciuto e sorridente. Il suo intervento è stato costellato invece da pensieri preoccupati per un tema “vitale per il nostro Paese e per l'intero continente europeo". Citando le parole di papa Francesco il capo dello Stato ha aggiunto: "la natalità è l'indicatore principale per misurare la speranza di un popolo, parole che devono far riflettere.

La natalità contenuta influirà anche sull’economia

La bassa natalità in Italia «inciderà sulla sostenibilità dei conti pubblici oltre che sulla coesione intergenerazionale». «Il ruolo delle pubbliche istituzioni non è affatto indifferente, così come non lo è la vitalità del tessuto economico: condizioni adeguate di retribuzione e sviluppo dei servizi sociali - ha sottolineato Mattarella - consentono orizzonti di vita nei quali è possibile orientare le proprie scelte verso la gioia di avere figli e non verso la rinuncia».


Segnali contradditori

Il capo dello Stato ha posto una riflessione che mette in forte dubbio il luogo comune che vuole la natalità legata a fattori economici. Siamo insomma in una società di individui che sono rivolti ad altri aspetti della vita piuttosto che alla proliferazione della famiglia: “Laddove i consumi privati ; sono più alti, si riscontra minore generatività. Una constatazione che induce a riflettere sui valori che possono caratterizzare i vari umani consorzi alle diverse longitudini". Mattarella ha definito la situazione "contradditoria" e meritevole di una riflessione.

Giovani rallentati

"Entra qui un'altra contraddizione. In una società centrata sulla velocità, sul tempo reale, i giovani - e non per loro responsabilità - vengono messi in condizione di rischiare di essere in costante ritardo. Ma non è loro responsabilità. Il ritardo nel trovare un'occupazione stabile. Il ritardo nel rendersi autonomi dalle famiglie di origine. Il ritardo nell'avere accesso alla propria abitazione. Il ritardo nel mettere su famiglia. Il ritardo anche nell'avere figli". Per i giovani dunque esiste l’ostacolo di una società che ha gradini difficili da salire.

"Parliamo delle difficoltà derivanti dalla precarietà e dai bassi redditi. Dall'ardua impresa di accesso a una abitazione nelle aree urbane. Dalle carenze nei servizi che rendono difficile conciliare i tempi del lavoro con quelli della vita familiare e con la cura ai familiari in età avanzata. La generatività ha valore umano e ha valore sociale. è la società nel suo insieme che deve comporre un ambiente favorevole. E assicurare piena libertà di poter avere dei figli. È il senso di una coscienza collettiva, capace di sviluppare reti di solidarietà", ha aggiunto.

Due giorni di lavori a tutto campo

"Cambiare Paese o cambiare il Paese?" Sarà una due giorni dedicata ai temi e interrogativi intorno alla natalità: vale la pena nascere? Che cos'è oggi la famiglia? Al centro dei dibattiti anche i giovani, le donne, le istituzioni.



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