Tragedia durante una manifestazione religiosa in Israele, decine le persone morte calpestate dalla folla

30 aprile 2021, ore 07:41 , agg. alle 09:17

Il bilancio, ancora provvisorio, è di almeno 44 morti e 150 feriti, molti sono in condizioni gravissime, si indaga sulle cause della strage, forse un cedimento strutturale

Israele è sotto choc dopo la tragedia nella quale sono morte almeno 44 persone e 150 rimaste ferite, molte in gravi condizioni. Tra le vittime anche bambini. Durante una manifestazione religiosa in Galilea, una delle prime dopo la fine dell'emergenza Covid, forse per un cedimento strutturale, centinaia di persone sono cadute da una gradinata. Tanti sono stati schiacciati o calpestati dalla folla che è scappata impaurita. 

Nessun dato certo sulla partecipazione

I soccorritori sono a lavoro, da ore, per identificare i corpi delle vittime e per recuperare altri cadaveri. Gli organizzatori del grande evento religioso, durante il quale è avvenuta la tragedia, non hanno ancora comunicato i dati ufficiali sulla presenza di fedeli all'evento. Qualcuno ha parlato di oltre 100mila persone. Proprio il sovraffollamento potrebbe essere tra le cause della strage. I primi rilievi parlano, però, di una tribuna crollata o di una pedana su cui sono scivolate decine di persone


Le reazioni al disastro

Il premier Netanyahu è in stretto e in continuo contatto con tutti i soccorritori e le forze dell'ordine. "Un disastro terribile", questo il suo primo commento ufficiale. Il ministro dei Trasporti ha riferito che si stanno evacuando i fedeli rimasti sul Monte Meron. Dagli Stati Uniti Jake Sullivan, consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Joe Biden, ha espresso, su Twitter, la vicinanza dell'America a Gerusalemme. "I nostri cuori sono rivolti al popolo di Israele dopo la terribile tragedia del Monte Meron". "Porgiamo le nostre condoglianze alle famiglie e agli amici che hanno perso i propri cari in questo disastro e auguriamo una piena e rapida guarigione ai feriti", ha scritto Sullivan. Anche l'ambasciatore dell'Unione europea in Israele, Emanuele Giaufret, ha inviato alle famiglie delle vittime del Monte Meron le proprie condoglianze." Sono", ha scritto su Twitter, "profondamente rattristato dalle terribili notizie sui feriti e sui morti per le celebrazioni di Lag Ba-Omer".


Si cercano eventuali dispersi

Le radio israeliane stanno trasmettendo appelli di cittadini in cui si chiedono informazioni sui propri cari dispersi sul Monte Meron. Nella calca, come testimoniano foto e video sui media e sui social, sono stati persi molti telefoni cellulari di chi si trovava sul posto, al momento del disastro. A terra c'è davvero di tutto, cappelli, occhiali, scarpe ed anche carrozzine. Il Magen David Adom, il pronto soccorso, ha lanciato un appello agli israeliani per la donazione di sangue. "Ne siamo a corto", ha detto un portavoce dell'organizzazione, "stiamo aprendo punti in tutto il Paese, in modo che le persone possano venire ed aiutarci".


Il rischio di una possibile tragedia

Il rischio di un possibile disastro, durante le celebrazioni di massa in Galilea, era stato paventato, con almeno due ore di anticipo, dai servizi di soccorso presenti sul posto. Lo riferisce il sito web ortodosso "Haredim10" che già ieri pubblicava testimonianze di fedeli allarmati dalla calca. "C'è la sensazione di un pericolo incombente. Si è creata una ressa terribile, ci sono spintoni e confusione. Peggio ancora: sul posto c'è solo una uscita molto stretta". Un testimone, citato ieri sera dal sito, avvertiva: "Pazzesco. La polizia consente a migliaia di persone di affluire in un posto già gremito". 



Tragedia durante una manifestazione religiosa in Israele, decine le persone morte calpestate dalla folla
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