Vacanza rovinata, i turisti hanno diritto ad un risarcimento o a un rimborso, come si può ottenere?

16 agosto 2021, ore 10:00

Il viaggio tanto sognato è stato fonte di stress, la legge permette rimborsi e risarcimento in caso di danni da vacanza rovinata

A chi non è capitato di attendere con ansia una vacanza e sul posto dover subire uno stress perché le promesse della vigilia sono andate deluse a causa di vari fattori come il volo in pesante ritardo o rinviato, lo smarrimento dei bagagli, o ancora, la sistemazione di categoria inferiore rispetto a quella pagata, la spiaggia da cartolina era solo quella sulle foto dei cataloghi. Cosa fare quando si subisce un danno da vacanza rovinata? A chi possiamo rivolgerci per chiedere il rimborso, e la legge chi tutela? Tutte domande lecite ma cerchiamo di fare chiarezza su cosa fare e come documentare i disservizi subiti.


Le prove

Innanzitutto oggi grazie agli smartphone si può filmare o fotografare ogni cosa per provare di aver subito un danno che ha compromesso lo stato psicofisico del viaggiatore. Per le associazioni dei consumatori, l’utente che ha subito un danno ha diritto ad un risarcimento del danno morale e per le mancate prestazioni promesse. Il Codice del Turismo specifica che la causa deve rientrare tra quelle che regolano l’inadempimento contrattuale o nell'inesatta esecuzione delle prestazioni incluse nel pacchetto turistico acquistato. È sempre il consumatore a dover dimostrare portando prove tangibili di aver subito un disagio psico-fisico per la vacanza (in tutto o in parte) rovinata a causa dell’organizzatore del viaggio che ha venduto il pacchetto. Appurato che vi è stato un danno, si può chiedere un risarcimento che può essere di tipo patrimoniale per i costi sostenuti e morale per delusione e stress subiti a causa del disservizio. A regolare il tutto è anche il decreto 62/2018 che attua la direttiva UE 2015/2302 riguardante i pacchetti turistici e i servizi turistici collegati, che è in vigore dal primo luglio del 2018.


Quando chiedere un rimborso o il risarcimento per una vacanza rovinata

Dal ritardo del volo alla perdita dei bagagli, dal livello di sistemazione inferiore a quello pagato e/o concordato prima della partenza, ma anche dai furti subiti durante la vacanza, per non dimenticare overbooking, pratica che sovente viene praticata da tour operator, compagnie aeree o marittime per assicurarsi il tutto esaurito nelle strutture, sui voli o sui traghetti, o navi da crociera che consiste di vendere più biglietti del dovuto. Ma questi sono solo alcuni esempi di ciò che può capitare in vacanza. Il rimborso pertanto può essere richiesto quando scatta un impedimento imputabile all’organizzatore del viaggio o ad un suo incaricato e che non permette di usufruire del servizio richiesto. Il valore del rimborso deve essere calcolato in base al costo del servizio non erogato e alle spese extra sostenute. Se una volta arrivati a destinazione, il livello della sistemazione è inferiore a quello acquistato il viaggiatore ha diritto al rimborso, ma è bene avvisare subito chi ha venduto il pacchetto del problema riscontrato per dare loro la possibilità di rimediare. Se non è possibile rimediare in loco, allora, una volta tornati a casa occorre presentare richiesta entro e non oltre 10 giorni dal rientro.


Come richiedere il risarcimento?

Se il pacchetto è astato acquistato da un tour operator occorre compilare un apposito modulo e inviarlo allo stesso e se il tutto non si risolve amichevolmente ci si può rivolgere alle associazioni dei consumatori o a un giudice di pace.


Vacanza rovinata, i turisti hanno diritto ad un risarcimento o a un rimborso, come si può ottenere?
Tags: danno, stress, vacanza

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