Venezia 81, The Order: la fotografia di un'America di ieri che vuole parlare a quella di oggi

Venezia 81, The Order: la fotografia di un'America di ieri che vuole parlare a quella di oggi

Venezia 81, The Order: la fotografia di un'America di ieri che vuole parlare a quella di oggi Photo Credit: Ufficio Stampa Biennale Cinema


La pellicola diretta da Justin Kurzel vede come protagonista Jude Law che del film è anche produttore

Come già accaduto con il film di Amelio Campo di Battaglia, anche The Order, l’altra pellicola in concorso arrivata oggi sul Lido di Venezia, racconta qualcosa di passato come scusa per porre sotto i riflettori alcune vicende attuali e presenti. La pellicola diretta da Justin Kurzel vede come protagonista Jude Law che poco fa ha fatto due passi anche sul red carpet infiammando tutti i fan.


LA TRAMA DEL FILM

Come ha rivelato l'attore britannico in conferenza stampa, che del film oltre ad essere il protagonista è anche produttore, The Order racconta una storia di cui lui stesso non aveva mai sentito parlare, ma che non si poteva ignorare. Siamo nel 1983 e una serie sempre più violenta di rapine in banca, operazioni di contraffazione e rapine a mezzi blindati sta instillando il terrore nel nordovest degli Stati Uniti. Tra la confusione delle forze dell’ordine che si affannano per trovare risposte, un solitario agente dell’FBI di stanza nella pittoresca e sonnolenta cittadina di Coeur d’Alene, in Idaho, giunge alla conclusione che non si tratta di criminali comuni assetati di denaro, ma di un gruppo di pericolosi terroristi interni al seguito di un leader radicale e carismatico, che stanno tramando una devastante guerra contro il governo degli Stati Uniti. 


UNA STORIA CON CUI FARE I CONTI 

Dopo Civil War di Alex Garland, un altro film che mette in evidenza le profonde lacerazioni del tessuto democratico americano, arriva The Order che si prefissa lo stesso obiettivo. La pellicola è girata con uno stile asciutto e quasi asettico, privilegiando quella poetica tipica della macchina a mano, quasi sporca e documentaristica per avvicinare il più possibile lo spettatore alla realtà degli eventi. Non è finzione, è tutto accaduto davvero e sembra fondamentale per il film ribadirlo con forza. Non c’è spazio per soluzioni sperimentali, innovative o inedite. Ciò che conta è il messaggio e soprattutto conta mettere in guardia tutti gli americani che tra qualche mese si recheranno alle urne. Non a caso la storia che si racconta tra sparatorie e scene d’azione, dialoga prepotentemente con l’assedio di Capitol Hill del gennaio 2021. Ovviamente sebbene il film rifletta dinamiche e riflessioni prettamente americane, parla a tutti i cittadini democratici, ponendoli di fronte al rischio delle derive folli dei suprematisti bianchi che oggi dilagano un pò dappertutto.

The Order riconduce tutto al volume I diari di Turner, testo delirante dove una milizia di patrioti, prende il potere negli Stati Uniti e conduce una guerra razziale a livello mondiale che finisce con lo sterminio di tutti i non bianchi, tutti, nessuno escluso, più politici liberal e attori di Hollywood.

Una nuova guerra civile americana che in The Order deflagra in tutta la sua spietata insensatezza. Una pellicola su un passato da rintracciare per riannodare i fili confusi del presente, così ambiguo e minaccioso, che reclama e merita, con urgenza, attenzione e analisi. 


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