44 giorni a Milano-Cortina, il Ministro dello Sport, Andrea Abodi, a RTL 102.5: “Pronti, ora il grande auspicio è la tregua olimpica”

44 giorni a Milano-Cortina, il Ministro dello Sport, Andrea Abodi, a RTL 102.5: “Pronti, ora il grande auspicio è la tregua olimpica”

44 giorni a Milano-Cortina, il Ministro dello Sport, Andrea Abodi, a RTL 102.5: “Pronti, ora il grande auspicio è la tregua olimpica” Photo Credit: ANSA/FABIO FRUSTACI


Il Ministro dello Sport, Andrea Abodi, interviene a RTL 102.5

Il Ministro dello Sport, Andrea Abodi, interviene a RTL 102.5, in merito alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. All’interno di Non Stop News, con Enrico Galletti, Giusi Legrenzi e Lucrezia Bernardo.


IL PERCORSO VERSO LA LEGGE DI BILANCIO

«È stato un percorso, come sempre, movimentato. c'è un dibattito aperto, acceso, ci sono visioni differenti, le risorse sono quelle che sono e soprattutto c'è un rigore nel modello che è stato rispettato. Diciamo che è sempre un periodo delicato quello della manovra nella quale si confrontano posizioni differenti, anche all'interno della stessa maggioranza, ma c'è il dialogo normale. Si parlava di polemiche, si parlava di scontri, di incomunicabilità, nulla di tutto questo. Alla fine si è arrivati, come si è visto, a trovare una giusta legislazione e soprattutto a mantenere i conti in ordine e a dare delle risposte alle famiglie, alle persone, alle imprese. Questo è l'obiettivo».


MILANO-CORTINA 2026

«Mancano 44 giorni, un tempo breve ma ancora sufficiente per fare le rifiniture necessarie. Siamo sicuramente pronti, sono pronti gli atleti e le atlete, sono pronti gli impianti sportivi che dovranno ospitare questo evento straordinario ed è pronta l'organizzazione. Insomma, diciamo che quello che è stato fatto sarà sufficiente per offrire al mondo uno spettacolo meraviglioso e per mettere, come avete detto voi, l'Italia al centro del mondo».


IL TEMA DELLE INFRASTRUTTURE

«I lavori sono finiti. Siamo al momento delle rifiniture, al momento dei dettagli che sono altrettanto importanti. È evidente che noi il 6 febbraio del 2026 saremo stra-pronti e questa è la cosa più importante. È stato un viatico complesso, ci sono stati momenti anche di difficoltà. Consideriamo che queste Olimpiadi, e poi anche le Paralimpiadi, hanno il perimetro più ampio della storia, più di 22 mila chilometri quadrati, poche nuove infrastrutture ma significative. Stiamo cercando di utilizzare tutto quello che c'è, soprattutto la natura, perché le Olimpiadi invernali hanno una scenografia sportiva, soprattutto dove la natura è più generosa. Abbiamo realizzato nuovi impianti a partire da Santa Giulia, il nuovo palazzo dello sport e dell'intrattenimento e che sarà il più importante d'Italia. Abbiamo ricostruito la pista di bob con lo slittino. Insomma, voi vedrete quello che questa macchina organizzativa è stata capace di realizzare in relativamente poco tempo».


LA CERIMONIA AL QUIRINALE

«Devo dire che è stata molto emozionante, così come emozionante è stata la cerimonia di partenza della fiaccola, che sta facendo il giro dell'Italia. Questa è la dimostrazione che il messaggio universale delle Olimpiadi, che stanno attraversando il nostro Paese, non saranno soltanto Olimpiadi di Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige, ma grazie al viaggio della fiaccola, grazie a 12.000 km, 10.000 e ai tedofori manderemo in giro per l'Italia il messaggio appunto universale e di pace delle Olimpiadi. Dopodiché, gli atleti e le atlete che hanno lavorato quattro anni e stanno continuando comunque a prepararsi anche in corpo del mondo, raggiungendo ottimi risultati sono di un buon viatico. Medaglie che cerchiamo di conquistare, ma soprattutto, come ho detto anche in quella circostanza, oltre che le medaglie e le vittorie, anche l'onore, il comportamento, il modo con il quale gli atleti e le atlete si comporteranno. È sempre stato così, lo sarà ancora di più e l'abbiamo ascoltato nei discorsi dei quattro portabandiera delle Olimpiadi e delle due Paralimpiadi, che dimostrano di avere non soltanto talento sportivo, ma talento umano».


L’APPELLO DI PACE E LA TREGUA OLIMPICA

«Il messaggio speriamo che arrivi a destinazione. Io credo che un segnale positivo sia stato che le Nazioni Unite, 165 nazioni sui 193, abbiano comunque sottoscritto con un consenso unanime, questa formula diplomatica che dimostra che c'è una diplomazia in movimento e lo sport è un contributo formidabile. Adesso si tratta di toccare alle coscienze. Sentivo il Santo Padre ieri e diceva che la Russia non ha accettato neanche la pace del giorno del Natale. Qui siamo a livelli di umanità molto bassi. Lo sport alza un po' l'attenzione e le sensibilità su questi sentimenti che sono indispensabili ma evidentemente manca ancora qualcosa. La tregua olimpica non è soltanto una tradizione, è un auspicio. È un obiettivo che cerchiamo di perseguire durante i giochi ma mi auguro anche ben oltre i giochi. Il messaggio di pace delle Olimpiadi io spero che almeno nelle coscienze collettive del mondo dia il senso di quanto disumano sia quello che sta succedendo in Ucraina e non solo».


LE POLITICHE GIOVANILI

«Quello che cambia è che per la prima volta c'è una legge di questa portata che riorganizza, semplifica, ottimizza, mette in condizione anche con un testo corposo di avere strumenti a disposizione degli obiettivi dei nostri giovani, che non sono soltanto il futuro ma sono il presente. Penso al lavoro, all'auto-imprenditorialità, penso alla salute, penso alla famiglia, all'accesso al credito. Questo strumento che si consoliderà quest'anno, perché io credo che avremo anche i decreti attuativi e che dovremmo avere entro sei mesi, mette in condizione i giovani di avere strumenti più efficaci, maggiore comunicazione su quelle che sono le opportunità che mettiamo a disposizione, maggiore coordinamento e grazie anche all'osservatorio praticamente tutti i ministri si dovranno organizzare, sotto il mio coordinamento, per mettere a fatto comune le politiche che riguardano anche i giovani. Il servizio civile sarà ancora più efficiente e ci sarà anche un osservatorio a disposizione. Insomma io credo che il Governo e il Parlamento devono necessariamente, oltre alle parole, offrire opportunità. Questo succede anche grazie a Carta Giovani, che come sapete, siamo collegati a più di 3 milioni e 600 mila titolari attivi tra i 18 e i 35 anni. Sono soddisfatto in parte, ci sono ancora molte cose da fare, quindi l'augurio a tutti voi e a chi ci ascolta è di Buon Natale e anche Buon anno nuovo. Buon anno di lavoro, opportunità e di servizio alla nazione».



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