Andriy Shevchenko sostiene la sua Ucraina, siamo una nazione amante della libertà, insieme vinceremo

Andriy Shevchenko sostiene la sua Ucraina, siamo una nazione amante della libertà, insieme vinceremo

Andriy Shevchenko sostiene la sua Ucraina, siamo una nazione amante della libertà, insieme vinceremo


L'ex campione del Milan, per cinque anni commissario tecnico dell'Ucraina, invia un messaggio di sostegno al suo paese: "sono orgoglioso della mia gente, questa è una nazione amante della libertà, insieme vinceremo!"

UNA GLORIA DELL'UCRAINA

Andriy Shevchenko è probabilmente l’ucraino più famoso in Italia, sicuramente è il più popolare tra gli appassionati di calcio e tra i tifosi del Milan. Per sette anni, con la maglia rossonera, ha segnato gol a raffica, giocando un ruolo determinante per i successi milanisti. In questa stagione ha guidato, per poche settimane, il Genoa. In molti hanno pensato a lui in queste ore in cui l’Ucraina è sotto la minaccia della Russia. L’altro giorno Vladimir Putin ha avuto parole sprezzanti per un paese, dove – contrariamente a quanto sostengono al Cremlino- si respira un forte orgoglio nazionalista. Che è stato rafforzato dalle difficoltà e dalle minacce di questi giorni.


PAESE AMANTE DELLA LIBERTA'

Nella sua carriera da allenatore Andriy Shevchenko è stato per cinque anni anche il commissario tecnico dell’Ucraina, ce lo ricordiamo agli ultimi Europei vinti dall’Italia. Anche calcisticamente ha rappresentato il suo paese. E adesso ne parla con orgoglio, invitando i suoi compatrioti a non mollare. Lo ha fatto con un post pubblicato sui social. Questo il testo: “L'Ucraina è la mia patria! Sono sempre stato orgoglioso della mia gente e del mio paese! Abbiamo attraversato molti momenti difficili e negli ultimi 30 anni ci siamo formati come nazione! Una nazione di cittadini sinceri, laboriosi e amanti della libertà! Questa è la nostra risorsa più importante! Oggi è un momento difficile per tutti noi. Ma dobbiamo unirci! Insieme vinceremo! Gloria all'Ucraina!”.



SOPRAVVISSUTO A CHERNOBYL

Nel suo post Shevchenko ha fatto riferimento ai momenti difficili vissuti dal suo paese. Uno su tutti la strage nucleare di Chernobyl. Shevchenko l’ha vissuta sulla sua pelle. Nel 1986, quando esplose il reattore numero 4 della centrale atomica, era un bambino di nove anni, abitava a Kiev, a un centinaio di chilometri di distanza da Chernobyl. Le radiazioni arrivavano forti anche lì. Hanno chiuso le scuole, tutti i bambini di età compresa tra i 6 e i 15 anni sono stati fatti evacuare. Andriy e la sorella, come il loro coetanei, vennero caricati a bordo di pullman e spediti in un campus sul Mar Nero, a mille chilometri da casa, senza i genitori, per più di tre mesi. Arrivato in Italia, da calciatore affermato, Sheva si è speso per aiutare tanti bambini segnati dalla tragedia nucleare. Ora c’è un altro pericolo da affrontare, ma il popolo ucraino ha dimostrato di saper soffrire. E vincere.



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