I migliori libri da leggere della settimana, tra “L’isola del passato”, “Il segnale”, “Treno infernale per l’Angelo Rosso” e “Ragazzi che pensano troppo”

I migliori libri da leggere della settimana, tra “L’isola del passato”, “Il segnale”, “Treno infernale per l’Angelo Rosso” e “Ragazzi che pensano troppo”

I migliori libri da leggere della settimana, tra “L’isola del passato”, “Il segnale”, “Treno infernale per l’Angelo Rosso” e “Ragazzi che pensano troppo”


Un trittico di thriller che portano in diversi punti del globo, dal nord Europa alla Francia, passando per gli Stati Uniti, arrivando a un volume per comprendere i più giovani e i loro disagi

È arrivato il momento dell’anno preferito da chi ama trascorrere un fine settimana fuoriporta. Oppure anche solo semplicemente all’aperto. Tranne qualche rara eccezione, il clima si sta dimostrando infatti adeguatamente mite da permettere le prime tintarelle, con spiagge e parchi che sono presi di conseguenza d’assalto.

È in prospettiva di questi momenti di dolce far niente che può tornare utile la nostra rubrica dedicata ai migliori libri da leggere del momento. Uno spazio che, domenica dopo domenica, si concentra sulle novità più interessanti in arrivo dal mercato editoriale. Una selezione che prende in esame storie in arrivo da tutto il mondo, con qualche escursione anche tra le proposte dall’interno dei nostri confini. Parliamo di volumi come “Verso casa”, “La Presidente”, “Antimatter Blues Mickey7” e “Cacciatori di tenebre”, o ancora “Il patto del re”, “Le sette regole della fiducia”, “La strada per i cuori teneri” e “Watermoon”.

Nuovo weekend e nuovo quartetto di titoli pronti a conquistare la scena. Oggi lo spazio è tutto per:

- "L'isola del passato" di Arwin J. Seaman (Piemme)

- "Il segnale" di Maxime Chattam (Salani)

- "Treno infernale per l'Angelo Rosso" di Franck Thilliez (Fazi Editore Darkside)

- "Ragazzi che pensano troppo" di Matt Richtel (Libreria Pienogiorno)


L'ISOLA DEL PASSATO, IL NUOVO CAPITOLO DELLA SERIE DI LITEN GUARDA AL PASSATO

Partiamo subito con un titolo pregno di mistero, che segna anche un gradito ritorno nello spazio dedicato ai migliori libri da leggere. Parliamo infatti di una serie attiva ormai dal 2023, e che con questa uscita porta a quattro i titoli all’attivo. Soltanto un anno fa, in occasione dell’uscita de “La condanna del silenzio”, abbiamo avuto modo di fare quattro chiacchiere con il misterioso autore, il cui nome reale si cela dietro lo pseudonimo nordico che si è scelto.

Nordico come le trame che tornano ne "L'isola del passato", il nuovo capitolo della saga di Arwin J. Seaman pubblicata da Piemme. Preparate il vostro biglietto per il traghetto alla volta dell’isola di Liten, questo pezzetto di terra che “galleggia” tra Svezia e Danimarca e che, nonostante il chilometraggio quadrato modesto, si è già reso protagonista di numerosi eventi traumatici per la tranquilla comunità che vi risiede.

Misteriose sparizioni, ritrovamenti shock e morti che hanno creato scompiglio negli equilibri locali, ponendo l’attenzione anche su alcuni importanti argomenti di carattere sociale. Un amalgama di contenuti, quella dei precedenti episodi della serie, che troviamo anche nel nuovo libro, seppur con connotati differenti e inediti.

E tocca questa volta all’agente di polizia Annelie Lindahl finire sotto la lente d’ingrandimento del popolo di appassionati seguaci delle vicende di Liten. Proprio lei, che sull’isola è giunta da forestiera – con tutta la diffidenza del caso dei locali a corredo – si troverà a fare i conti con il proprio passato. Sarà in occasione delle festività natalizie che tornerà sulla terraferma. E in questo caso tornerà a galla un enigma con cui ha dovuto fare i conti per tanto tempo: l’omicidio di Hedda Salin, “liteniana” il cui corpo fu ritrovato per le strade di Malmo. Un nuovo pezzo si aggiunge al puzzle sapientemente allestito da Seaman, con i lettori di lungo corso che potranno nuovamente tornare a incrociare il proprio cammino letterario con personaggi che ormai, ognuno a modo proprio, si possono quasi definire “di famiglia”.


IL SEGNALE, LA QUIETE DEI PAESI LONTANO DALLE METROPOLI È SOLO UN MIRAGGIO

Si resta nell’ambito di letture “da brividi” anche con il secondo dei libri che troviamo all’interno della selezione settimanale dei migliori libri da leggere del momento. Un volume che segna anche il ritorno di un autore che sta riscuotendo apprezzamenti in tutto il mondo, come dimostrano i suoi precedenti lavori, rispettivamente “Loro” e “La pazienza del diavolo” (entrambi pubblicati da Salani).

Parliamo di Maxime Chattam, che si posiziona nuovamente sugli scaffali con “Il segnale”, e che anche in questo caso vede rinnovarsi la sinergia con Salani. Una prova notevole per lo scrittore francese, che dopo i precedenti lavori letterari, capaci entrambi di sforare la soglia delle cinquecento pagine, torna sulla scena con un racconto da oltre ottocento pagine. Ovvio che quindi ci si possa aspettare una storia corposa, complice la possibilità di optare per una costruzione della narrazione ad ampio respiro.

Ed è proprio con queste premesse che lettori e lettrici si trovano proiettati nel New England, negli Stati Uniti. Qui, precisamente a Mahingan Falls, troviamo i coniugi Spencer. Lei un volto noto della televisione, lui un autore teatrale che deve fare i conti con una delusione professionale che ne ha segnato il recente passato. È quindi nella fattoria in cui si sono trasferiti, lasciandosi alle spalle l’abbagliante scintillio di New York, che cercano di ritrovare i propri equilibri e la propria serenità. Abbracciare la natura può far bene tanto a loro quanto ai figli.

Ovviamente premesse del genere, in un libro con una copertina come quella che troviamo ad accoglierci, sono allestite per andare in fumo molto presto. Così come le ambizioni della famiglia Spencer, che si scontreranno con alcuni eventi inquietanti. Il primo è un rumore che la figlia Olivia sente nel corridoio di casa, apparentemente immotivato ma che comunque genera strane sensazioni, quasi ci fosse qualcuno a spiare lì, dal buio. E anche gli eventi che cominciano a succedersi nella cittadina, unitamente a un ritrovamento in soffitta, da il là a una spirale di eventi che portano normalità e paranormale, razionalità e superstizione, a unirsi in un turbinoso vortice.


TRENO INFERNALE PER L'ANGELO ROSSO, RISPOLVERIAMO LE ORIGINI DEL MITO DI FRANCK SHARKO

È un fine settimana dal sapore nostalgico quello che caratterizza lo spazio dedicato ai migliori libri da leggere portati in evidenza in questa occasione. Nostalgia dettata dal ritorno sulla scena di grandi nomi dal panorama nazionale (per quanto “secretati” da alter ego letterari) e da quello internazionale. E ancora la Francia ci porta a muoverci in un ambito dalle tinte gialle, riavvolgendo però – per un motivo specifico – il tempo e facendo correre all’indietro le pagine del calendario.

Il motivo è molto semplice, e sarà evidente ai fan di Franck Thilliez e del suo commissario Franck Sharko già soltanto dando un’occhiata al titolo del libro. Si tratta di “Treno infernale per l’Angelo Rosso”, che Fazi Editore (con la sua collana Darkside) porta nuovamente sugli scaffali con una traduzione rivista a cui aggiunge una lettera inedita dell’autore, specificatamente per i suoi fan italiani. Si tratta di fatto del romanzo d’esordio dello scrittore transalpino, il primo tassello di una carriera che si arricchisce tutt’oggi di sfumature inedite. Per quanto restino predominanti quelle nere, caratteristica che spicca anche e soprattutto nel thriller che ritroviamo in libreria in questa nuova edizione.

Protagonista, come anticipato, è il commissario Franck Sharko, costretto a unire vita personale e professionale per cause di forza maggiore. La moglie Suzanne è infatti scomparsa improvvisamente, e da sei mesi non ha sue notizie. E questo né in positivo – come cenni che, semplicemente, si sia allontanata di propria spontanea volontà – né tantomeno in negativo – come potrebbe essere nel caso in cui ci fosse una richiesta di riscatto, elemento che evidenzierebbe, a quel punto, un rapimento.

Il lavoro però chiama, e Sharko deve tornare in pista per un nuovo incarico, che lo porta a indagare su un omicidio non troppo distante da Parigi. La particolarità della scena del crimine, che sarebbe di certo legittimo definire “acrobatica” e “artistica”, oltre che cruenta, sembrerebbe non mostrare il fianco in quanto a indizi. Ma una pista sembra aprirsi, e il protagonista di questo thriller, che potrà contare sull’aiuto di una squadra ad hoc, si troverà a fronteggiare il suo nemico con la mente che però viaggia anche altrove. Il pensiero, costantemente e inevitabilmente, andrà alla moglie: che fine avrà fatto?


RAGAZZI CHE PENSANO TROPPO, GLI STRUMENTI PER COMPRENDERE IL DISAGIO DI UNA GENERAZIONE

Per l’ultima escursione tra le pagine dei migliori libri da leggere di questa settimana abbandoniamo il fronte delle lettura di finzione per concentrarci su un volume che ha una sua tangibilità specifica, in virtù degli argomenti su cui si focalizza. Una produzione letteraria che pone l’attenzione sui più giovani, e su alcune loro specifiche attitudini che rischiano, di fatto, di risultare a dir poco controproducenti.

Si intitola “Ragazzi che pensano troppo” ed è il libro di Matt Richtel portato in Italia da Libreria Pienogiorno. Una situazione, quella contemporanea, che non si presenta particolarmente attraente, soprattutto per le nuove generazioni. E gli adolescenti, in particolar modo, risultano essere i profili maggiormente esposti agli “schiaffi” della vita. Una quotidianità che spinge inevitabilmente a riflessioni, e sono queste ultime a divenire pericolosi catalizzatori di problematiche più ampie.

Soltanto in Italia, più di un adolescente su due (il 51,4 per cento degli intervistati) fa i conti con ansia o tristezza ad ampio raggio. Un disagio che non compete solo ai giovani del nostro paese, con la sofferenza a carattere psicologico che riguarda un giovane su sette a livello globale. E non sono pochi coloro che cercano nelle nuove tecnologie una via di fuga, un’ancora di salvezza: l’Intelligenza Artificiale, nella fattispecie, diventa strumento da interpellare per quasi la metà dei soggetti in questione.

È chiaro che numerose siano le concause che portano a un disagio diffuso: come i social, fonte di confronto continuo e costante che inevitabilmente sottopone a uno stress non indifferente, quasi ci fossero degli standard a cui uniformarsi. Ecco che per poter aiutare tocca prima di tutto entrare in sintonia con i giovani, una sfida che il premio Pulitzer, autore del libro, raccoglie e a sua volta rilancia ai propri lettori. Perché il futuro è delle nuove generazioni, e sta ai più grandi – che lo “sturm und drang” emotivo lo hanno attraversato, ognuno a modo proprio – provare a dare una mano per venire a capo dei “mal di testa” che l’eccesso di pensieri può generare.


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