Ilva, è scontro fra il governo e ArcelorMittal

 04 novembre 2019

La multinazionale abbandona, le cause: lo scudo penale e i giudici di Taranto. L’opposizione: Conte in Parlamento

Per l’esecutivo l’Ilva non chiuderà, e convoca per domani i vertici di Arcelor Mittal. Questo il risultato del vertice straordinario che si è svolto prima al Mise, il ministero per lo Sviluppo economico, e poi a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte. Presenti il titolare dello Sviluppo Stefano Patuanelli, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo e quello della Salute Roberto Speranza. Insomma, da un lato c’è la multinazionale che scrive ai commissari straordinari e sostiene che la cancellazione dello scudo penale per gli ex manager, sancita dal decreto cosiddetto salva-imprese, e i provvedimenti del Tribunale di Taranto che obbligano a completare talune prescrizioni entro il 13 dicembre 2019, sono tra le ragioni che giustificano il recesso. Dall’altro lato c’è il governo che smentisce al contrario l’esistenza dei presupposti giuridici per l’abbandono. E c’è da dire che tutta l’opposizione va all’attacco e chiede l’intervento del premier in Parlamento, con il leader della Lega Matteo Salvini che invoca le sue dimissioni. Ma i pure i sindacati sono sul piede di guerra e lo stesso Partito Democratico si dice molto preoccupato.
Ilva, è scontro fra il governo e ArcelorMittal

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