In una mostra fotografica e in un libro la figura Giorgio Ascarelli, fece nascere il primo campionato di calcio a girone unico
06 febbraio 2026, ore 15:21
Al Maschio Angioino il ricordo della vita dell'industriale tessile e dirigente sportivo che convinse il Coni fascista a far giocare Roma e Napoli con le squadre del Nord
Giorgio Ascarelli, nato a Napoli nel 1894 e morto, sempre nella città partenopea, a soli 36 anni, per una peritonite, divenne titolare di una grande industria di tessuti. Imprenditore e dirigente sportivo. Di origini ebraiche, figlio dell’industriale tessile Salomone Pacifico, ne ereditò l'azienda, fondata nel 1879, sviluppando l'attività anche sul mercato della Lombardia, con la Manifattura Villadosia di Busto Arsizio. Collezionista, appassionato d’arte e mecenate coltivò la sua grande passione per lo sport, già manifestata con la fondazione del Real Circolo Canottieri Italia, creando, nel 1926, l’A.C. Napoli. Ascarelli. Come primo presidente della squadra partenopea riuscì a dare al Sud calcistico una nuova dimensione sportiva, convincendo il Coni fascista ad aggiungere Roma e Napoli al campionato con le squadre del Nord. Nel 1929 fece costruire, a proprie spese, nel popolare Rione Luzzatti, a Napoli, lo Stadio Vesuvio, unico stadio di proprietà nella storia del club, che gli restò intitolato dalla morte, avvenuta 17 giorni dopo l'inaugurazione, fino al 1934, quando il regime fascista decise di cambiare il nome in Stadio Partenopeo. Domani, al Maschio Angioino di Napoli, sarà inaugurata la mostra fotografica "Ascarelli, un nome e una storia lunga 150 anni". Nella stessa occasione è in programma la presentazione del libro "Giorgio Ascarelli, il visionario che inventò (il) Napoli", di Nico Pirozzi, edito dalle Edizioni dell'Ippogrifo.



