Iran-Usa, vertice senza intesa a Islamabad, ma resta aperto il confronto sui nodi strategici globali

Iran-Usa, vertice senza intesa a Islamabad, ma resta aperto il confronto sui nodi strategici globali

Iran-Usa, vertice senza intesa a Islamabad, ma resta aperto il confronto sui nodi strategici globali Photo Credit: SOHAIL SHAHZAD


Saltano le intese su nucleare, Hormuz e fondi congelati. Washington parla di ultima offerta, Teheran rinvia ogni giudizio ai prossimi contatti

Dopo una lunghissima giornata di confronto, il tabellone finale resta fermo sullo zero a zero. I colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad si chiudono senza intesa, lasciando aperti tutti i principali dossier e confermando quanto la distanza tra le parti sia ancora ampia. La partita diplomatica, annunciata come uno dei momenti più importanti degli ultimi anni nei rapporti tra Washington e Teheran, non produce il risultato sperato.

LE PAROLE DEL VICEPRESIDENTE JD VANCE

A certificare lo stallo è stato il vicepresidente americano JD Vance, che prima di lasciare il Pakistan ha parlato apertamente di mancato accordo. Secondo il rappresentante statunitense, la delegazione iraniana non avrebbe fornito le garanzie richieste sul tema più delicato: la rinuncia stabile e verificabile allo sviluppo di un’arma nucleare. Washington sostiene di aver messo sul tavolo una proposta molto ampia, definita la migliore possibile nelle condizioni attuali. L’amministrazione americana, secondo Vance, si sarebbe presentata con spirito costruttivo e disponibilità al compromesso, ma senza ottenere segnali sufficienti dalla controparte.

IL NODO CENTRALE

Il nodo centrale resta infatti il programma nucleare iraniano. Gli Stati Uniti chiedono impegni chiari non solo nell’immediato, ma anche nel lungo periodo, per escludere definitivamente una futura corsa all’arma atomica. È su questo terreno che il confronto si sarebbe bloccato, con Teheran intenzionata a difendere il proprio margine strategico. Il vicepresidente americano ha inoltre spiegato di essere rimasto in costante contatto con Donald Trump durante tutta la maratona negoziale. Coinvolti anche altri esponenti di primo piano dell’apparato statunitense, segno dell’importanza attribuita al vertice.

TRUMP CRIPTICO SU TRUTH

Il presidente americano, senza commentare direttamente il fallimento del tavolo, ha scelto una comunicazione indiretta ma significativa, rilanciando analisi che evocano la possibilità di un blocco navale come strumento di pressione futura. Un segnale politico che mostra come, accanto alla diplomazia, restino aperte anche opzioni più dure.

IL PUNTO DI VISTA IRANIANO

Da parte iraniana il tono è diverso. Teheran minimizza l’esito del vertice e invita a non considerare sorprendente l’assenza di un’intesa immediata. Il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baqaei ha sottolineato che nessuno si attendeva una soluzione in un solo incontro, lasciando intendere che il dialogo potrebbe proseguire attraverso nuovi canali regionali. Dietro il mancato accordo ci sono però questioni molto concrete e difficili da sciogliere. Una delle più importanti riguarda lo Stretto di Hormuz, passaggio chiave per il traffico energetico mondiale. Gli Stati Uniti chiedevano una riapertura completa e immediata del transito marittimo, mentre l’Iran avrebbe subordinato ogni passo a un’intesa di pace complessiva. Altro fronte caldissimo è quello delle risorse finanziarie congelate all’estero. Teheran punta allo sblocco di ingenti fondi bloccati in vari Paesi e considera queste somme essenziali per la ricostruzione e la tenuta economica interna. Washington, secondo diverse ricostruzioni, non avrebbe accolto la richiesta. Centrale anche la disputa sul materiale nucleare già accumulato. Gli Stati Uniti avrebbero chiesto la consegna o la vendita dell’intero stock di uranio altamente arricchito, mentre l’Iran avrebbe avanzato una controproposta giudicata insufficiente. Anche su questo punto non è stato trovato alcun equilibrio. Gli Stati Uniti tornano a casa senza accordo, l’Iran mantiene le proprie posizioni e il mondo osserva con attenzione gli sviluppi di una crisi che continua ad avere effetti ben oltre il tavolo negoziale


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