La Corte di Giustizia Europea non dice no alla Superlega e sottolinea che il monopolio Uefa sul calcio è contrario alle norme

La Corte di Giustizia Europea non dice no alla Superlega e sottolinea che il monopolio Uefa sul calcio è contrario alle norme

La Corte di Giustizia Europea non dice no alla Superlega e sottolinea che il monopolio Uefa sul calcio è contrario alle norme Photo Credit: agenziafotogramma.it


Da un punto di vista giuridico il progetto dei ricchi club è possibile. Ma restano le perplessità di appassionati e addetti ai lavori: il merito sportivo non può essere cancellato dal budget

L'EUROPA NON DICE NO

Dalla Corte di Giustizia Europea è arrivato un assist alla Superlega. La sentenza di oggi avrebbe potuto porre la parola fine al progetto di rivoluzione del calcio, non è stato così. L’organo di giustizia in sostanza ha decretato che Uefa e Fifa hanno una posizione di monopolio nella gestione del calcio europeo e mondiale e hanno sottolineato come questa situazione sia contraria alle norme comunitarie. Quindi l’organo di giustizia fa capire che la creazione di nuovi tornei non sarebbe contraria alla legge. La Corte di Giustizia Europea ha spiegato che questa sentenza non significa che ci sia un obbligo di organizzare tornei alternativi; è più corretto dire che non c’è un divieto. I responsabili del progetto Superlega oggi esultano, ma per ora sembra una vittoria soprattutto teorica.

DIFENDERE I MERITI SPORTIVI

Quella arrivata oggi da Lussemburgo è una posizione squisitamente giuridica. Che sicuramente non piace alla Uefa e che risveglia le ambizioni dei ricchi club che due anni fa hanno cercato il colpo di mano. Non bisogna però dimenticare che nel 2021 l’idea venne bocciata da appassionati di calcio e addetti ai lavori. Il progetto Superlega di fatto propone un torneo a inviti tra le big d’Europa. Che si affrontano solo tra di loro, senza retrocessioni o promozioni. Non conta il merito sportivo, contano budget e blasone. Il bello del calcio è che – a differenza di altri sport più prevedibili- una big può perdere in provincia; il Bologna – oggi quarto in classifica nel campionato italiano- può sognare di andare in Champions e magari confrontarsi con il Real Madrid.

LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA

La Corte di Giustizia Europea, nel motivare la sua decisione, ha scritto: “ Le norme Fifa e Uefa sull'approvazione preventiva delle competizioni calcistiche interclub, come la Super League, sono contrarie al diritto dell'Ue. Sono contrarie alla bassa concorrenza e alla libera prestazione dei servizi", spiega la Corte nella Sentenza C-333/21 sulla Superlega. "Le norme Fifa e Uefa che subordinano alla loro previa approvazione qualsiasi nuovo progetto calcistico interclub, come la Super League, e vietano ai club e ai giocatori di giocare in tali competizioni, sono illegali. Non esiste un quadro normativo per le norme Fifa e Uefa che garantiscano che siano trasparenti, obiettive, non discriminatorie e proporzionate. Allo stesso modo, le norme che attribuiscono alla Fifa e all'Uefa il controllo esclusivo sullo sfruttamento commerciale dei diritti relativi a tali competizioni sono tali da restringere la concorrenza, data l'importanza per i consumatori dei media e i telespettatori nella Comunità europea".



"IL CALCIO E' LIBERO"

Bernd Reichart, Ceo di A22 Sports, la società che intende organizzare la Superlega, dopo la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha commentato: “Abbiamo ottenuto il diritto di competere. Il monopolio Uefa è finito. Il calcio è libero. I club sono ora liberi dalla minaccia di sanzioni e liberi di determinare il proprio futuro. Ai club saranno garantiti redditi e contributi di solidarietà”.


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