La quattordicesima tappa del Giro tra confini e Grande Guerra

La quattordicesima tappa del Giro tra confini e Grande Guerra

La quattordicesima tappa del Giro tra confini e Grande Guerra


La Corsa rosa, a esattamente 110 anni dell’inizio della Prima Guerra Mondiale, ripercorre momenti e territori simboli della storia recente dell’Italia. Treviso, inaspettatamente bella

La partenza della quattordicesima tappa della corsa è stata a Treviso.

TREVISO CHE NON TI ASPETTI

Una sorpresa per chi non la conosce. Una città che ha un profondo rapporto con l’acqua. Il Sile, fiume che taglia la città, e i canali che vi affluiscono, sono lo sfondo e la colonna sonora della città. Il fluire delle acque produce un piacevole sottofondo, che ben si accompagna con l’educazione trevigiana: la città è composta, con pochi rumori di mezzi a motore e molto frinire delle catene delle bici, mezzo preferito degli abitanti, che, tra strade piccole e lastricate, hanno scelto di pedalare per spostarsi. Lungo i corsi che borbottano, case porticate con le belle facciate affrescate si specchiano nelle acque scure. La piazza salotto di Treviso è quella dei Signori (come a Vicenza), e i trevigiani amano prendere l’aperitivo serale all’ombra di Palazzo dei Trecento, edificio dal sapore medievale, che troneggia sul piazzale. La fontana delle Tette, una scultura di donna con grossi seni dai quali sgorga acqua, è l’attrazione nascosta. La leggenda racconta che nel ‘500 distribuiva agli abitanti del borgo vino bianco o rosso nelle occasioni importanti del piccolo comune.

GORIZIA, STORIA DI CONFINI

Il Giro d’Italia sconfina, e termina a Nova Gorica, in Slovenia. La città è nata dopo che Gorizia, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, è stata inclusa nei confini nostrani, lasciando una vasta area della vecchia Jugoslavia senza un centro amministrativo. Con il patto di Parigi (1947) gran parte del territorio goriziano venne annesso alla Jugoslavia, mentre la parte minore, compresa Gorizia, venne annesso all’Italia. Il nuovo confine - quasi invalicabile nei primi anni - correva ai bordi della città di Gorizia, separandola dal suo entroterra che era tradizionalmente legato alla città. Sulla parte slovena nel 1948 iniziò così la costruzione di una nuova città – Nova Gorica. Le due città si sono riunificate nel 2004, quando la Slovenia aderì a all’Unione Europea, e il muro che le divideva fu abbattuto. Quest’anno, peraltro, oltre al Giro, le due gemelle a cavalcioni del confine, sono anche Capitali Europee della Cultura 2025.

IL PIAVE MORMORAVA

195 chilometri tra partenza e arrivo della corsa rosa, in cui è condensata la storia dell’ultimo secolo. A una ventina di chilometri dalla partenza, si oltrepassa il Piave. Fiume sacro alla patria per le battaglie della Grande guerra e simbolo di resistenza dopo la disfatta di Caporetto.

Il 24 maggio 1915 l'Italia, varcato il Piave, entrava in guerra contro la Germania e l'Austria. La celebre strofa «Il Piave mormorò: «Non passa lo straniero!» si riferisce alla storia del nostro Paese, che combatteva per prendere la forma che ha oggi.

La frontiera con l’Impero austroungarico passava tra le province di Udine e Gorizia, dividendo quello che oggi è il Friuli-Venezia Giulia. Intersecava anche l’Isonzo, l’altro fiume sacro alla patria che i ciclisti valicheranno poco prima dell’arrivo, entrando a Gorizia, sulle cui sponde si combatterono 12 battaglie. L’ultima fu proprio quella della disfatta di Caporetto, quando la frontiera retrocesse fino al Piave.

Da quando nel 2007 la Slovenia è entrata nello spazio Schengen ai valichi si passa senza bisogno di controlli.


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