Leo Gullotta compie gli anni, auguri all'attore che ha incantato il pubblico con risate e lacrime Photo Credit: Ansa
09 gennaio 2026, ore 15:30
Teatro, cinema e televisione. Per lui Roma è la sua seconda casa. Ama Catania (dove torna spesso). Ha ricevuto numerosi premi alla carriera
Ottant'anni. Cifra tonda. Una vita passata in teatro e dietro la macchina da presa, ma anche in televisione tra serie e prime serate. Leo Gullotta festeggia un compleanno speciale nella Capitale, che è anche la sua seconda casa da più di sessant'anni. Nella sua lunga carriera da attore, comico e drammatico, ha ricevuto un David di Donatello, Nastro d'Argento nel 2016 per i suoi settant'anni e un premio alla regia televisiva.
Tutti lo ricordano per Nuovo cinema Paradiso, e non solo, ma anche per le serate al Salone Margherita con la compagnia del Bagaglino, fondata da Pingitore. In tv, in quegli anni, con uno show che era tutto improntato sulla satira politica, si facevano numeri da capogiro. Ma era un altra tv, un'altra epoca. Non c'erano i social, al bar si leggevano i giornali.
IL BILANCIO
"Il mio è un bilancio positivo. Mi reputo una persona fortunata in tutti i sensi e anche i periodi un po’ bui li ricordo con piacere perché aiutano a crescere. Sono nato a Catania, ho avuto due genitori meravigliosi e ho vissuto gli anni ’60 con il Paese in piena ricostruzione in cui tutti lavoravano e sorridevano”, dice Gullotta in un'intervista a Italpress. Poi Gullotta parla del cinema, del teatro. “È la mia professione. L’attore deve conoscere i linguaggi del lavoro che fa: del palco, della macchina da presa, del microfono. Oggi sento la mancanza di questa attenzione professionale, non solo nel mio mestiere. Vale per medici, avvocati, un po’ tutti”, continua. Gullotta nella sua lunga carriera ha ricevuto un David di Donatello, Nastro d'Argento nel 2016 per i suoi settant'anni e un premio alla regia televisiva.
IL RICORDO DELLO SHOW AL SALONE MARGHERITA DI ROMA
Salone Margherita. Roma. A due passi da piazza di Spagna. All'ingresso le locandine. Poi il teatro con le poltrone di velluto. E sul palco tantissimi attori amati dal pubblico, diretti da Pier Francesco Pingitore. In una di quelle serata arrivò sul palco anche Giulio Andreotti, imitato da Oreste Lionello. Gullotta, invece, imitava Raffaella Carrà (anche lei spesso in sala alla prima dello spettacolo) e Maria De Filippi.
Sono stati venti anni fantastici. Quella trasmissione è entrata nel cuore degli italiani, facevamo ascolti fantastici. Era una macchina da guerra: si lavorava, si lavorava, si lavorava. Era uno show unico. Ancora oggi quando cortesemente mi fermano per un selfie o per parlare con me, molte persone mi dicono che quel programma gli ricorda qualcuno con cui lo guardavano e che oggi non hanno più accanto. Mi piace l’idea di ricordare chi non c’è più”, ricorda l'attore.



