Marracash a RTL 102.5: “In questo disco ho messo a fuoco quello che sono e ciò che volevo dire. Il Marrageddon è stato una palestra per me e sono gasatissimo per il tour negli stadi”

Marracash a RTL 102.5: “In questo disco ho messo a fuoco quello che sono e ciò che volevo dire. Il Marrageddon è stato una palestra per me e sono gasatissimo per il tour negli stadi”

Marracash a RTL 102.5: “In questo disco ho messo a fuoco quello che sono e ciò che volevo dire. Il Marrageddon è stato una palestra per me e sono gasatissimo per il tour negli stadi”


Nel corso di The Flight, il cantante ha presentato in diretta radiofonica il nuovo album “È FINITA LA PACE”, rilasciato a sorpresa il 13 dicembre

Marracash è stato ospite di RTL 102.5 in compagnia di Matteo Campese e La Zac per presentare “È FINITA LA PACE”, l’ultimo album del cantante e che è stato rilasciato a sorpresa venerdì 13 dicembre. Il disco, il settimo in studio, arriva a tre anni dall’ultimo progetto ed è l’ultimo capitolo di un percorso in tre atti iniziato nei due dischi precedenti. In “Persona”, Marracash racconta la crisi e riflette sulla propria carriera, vita e identità, in “Noi, Loro, Gli Altri”, che ne rappresenta la naturale evoluzione, affronta lo scontro e mette i propri dubbi e interrogativi in una prospettiva anche sociale. Ai microfoni di RTL 102.5, Marracash ha rivelato il motivo dietro alla scelta di pubblicare il disco a sorpresa: «L’album è uscito “così de botto”. Non l’ho detto a nessuno e siamo stati bravi a mantenere il segreto, anche se il giorno prima avevo paura che qualcosa trapelasse ma è andato tutto bene. Siamo stati tutti bravi, per tutti intendo io, il mio management, la mia etichetta, gli addetti ai lavori e abbiamo anche organizzato una conferenza stampa senza dire nulla, tutti si domandavano cosa stesse accadendo».


“È FINITA LA PACE”

L’ultimo disco racconta dell’accettazione e rivendicazione dell’essere unico. L’artista esce dalle incertezze e dal caos esterno, dalla superficialità che abbiamo intorno per immergersi in una “bolla” di tutt’altro genere, con una consapevolezza nuova. «Con questo disco ho chiuso la trilogia e, secondo me, questo capitolo ha fatto il suo corso. Avevo un macro tema, ovvero quello dell’unicità, dell’essere sé stessi e di un percorso relativo al proporre sempre più musica mia, di veramente mio. Ci sono arrivati in tre dischi, riducendo le collaborazioni e mettendo a fuoco quello che sono io e quello che volevo dire. Penso che questo disco ha risolto i quesiti di “Noi, Loro, Gli altri”, nel senso che la risposta è l’accettazione dei dubbi che avevo. Nel disco ci sono anche delle chicche di hip hop e del rap. Mi piace recuperare la musica italiana dal passato e dalla mia infanzia» ha aggiunto l’artista.


Le tracce del disco

Le 13 tracce di “È FINITA LA PACE” sono un luogo dove l’autenticità prevale. Un viaggio di 50 minuti sia nell’introspezione dell’artista che nell’invito rivolto a chi ascolta a essere sé stessi. Nel corso di W L’Italia, Marracash ha rivelato qualcosa di più in merito ad alcuni brani del nuovo disco: «Il primo pezzo che ho fatto del disco è “GLI SBANDATI HANNO PERSO” e il titolo è venuto da sé, strada facendo. Però sono molto legato al brano “È FINITA LA PACE”, perché mi sembra nuova anche rispetto a quello che ho fatto precedentemente, ci vedo dei collegamenti con la musica italiana e poi c’è Ivan Graziani che con “Firenze” legittima l’aspetto cantautorale. “POWER SLAP” è quella “disciplina” sportiva in cui si danno gli schiaffi e il brano è un po’ come quei film che partono con l’omicidio inziale e poi ti spiegano come si arriva lì, è un partire dalla fine per tornare indietro». «Il brano “VITTIMA”, invece, è un po’ un attacco al vittimismo. Accanto alle vittime vere, di cui è giusto parlare, c’è un sacco di gente che si lamenta per niente. Il pezzo è anche un’esortazione ai ragazzi: anche io mi sono sentito vittima quando ero più piccolo ed è facile per i ragazzi di periferia pensare di essere svantaggiati, ma il reagire con rabbia si ritorce contro di loro e io l’ho capito con gli anni. Pensare di avere più diritto degli altri ad arrabbiarsi è vero fino ad un certo punto, va bene usarlo come motore ma non come alibi per non prendersi le responsabilità di quello che si fa. Il senso di “HAPPY END” è molto personale, come anche il motivo del disco è personale: non c’è un successo o una felicità che vada bene per tutti, non serve inseguire degli standard imposti da altri ma che non ti rendono felice. Il mio “happy end” è fare questo disco come voglio io, uscire nel modo che voglio io e alle mie condizioni» ha aggiunto Marracash.


MARRA STADI25

Il 2025 infine incoronerà Marracash come il primo rapper in Italia a esibirsi in un tour negli stadi. A giugno, attraversando tutto lo Stivale, l’artista inaugurerà “MARRA STADI25”, una tournée che segna un nuovo traguardo per la storia del rap italiano e che partirà il 6 giugno da Bibione, proseguendo a Napoli, Torino, Milano (con due date allo Stadio San Siro), Roma e Messina. In merito al tour previsto per l’estate, il cantante ha raccontato: «Si è aggiunta anche una data agli stadi e sono gasatissimo per questa nuova avventura e questa nuova sfida, non vedo l’ora. Chiedo un po’ di fiducia ai miei fan. Sanno che ci metto la stessa dedizione che metto nei dischi, cercherò di fare qualcosa di nuovo e di grosso. Il “Marrageddon Festival” è stato una palestra e sono contento di aver fatto questa esperienza prima degli stadi. Nel tour immagino che ci saranno degli ospiti. Non è facile selezionare i brani da portare in tour, ma penso che questo sarà più concentrato agli ultimi tre album».



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