New York, afroamericano ingiustamente accusato di stupro, scagionato dopo 48 anni grazie al test del DNA

New York, afroamericano ingiustamente accusato di stupro, scagionato dopo 48 anni grazie al test del DNA

New York, afroamericano ingiustamente accusato di stupro, scagionato dopo 48 anni grazie al test del DNA Photo Credit: agenziafotogramma.it


Il 72enne Leonard Mack ha dovuto aspettare quasi mezzo secolo per avere giustizia; ma nessuno gli restituirà gli anni trascorsi in carcere e la serenità perduta per l'etichetta di stupratore che lo ha accompagnato a lungo

UNA ATTESA DI MEZZO SECOLO

E poi ci lamentiamo dei tempi della giustizia italiana… Negli Stati Uniti un innocente ha dovuto aspettare 48 anni per essere scagionato. E deve ringraziare i progressi della scienza e il test del DNA. Protagonista di questa storia è un afroamericano di 72 anni, Leonard Mack. Veterano del Vietnam, nel 1975 è stato accusato di stupro; per questo è stato in carcere per sette anni e mezzo, ma la macchia se l’è portata addosso per tutta la vita: non accettava l’idea di essere etichettato come un violentatore, perché lui era innocente. Lo aveva urlato ai quattro venti, ma nessuno gli aveva creduto. Oggi che è stato scagionato grazie a un test del DNA esprime così la sua soddisfazione mista a rabbia: “Per 48 anni, 48 lunghi anni, sono stato etichettato come stupratore quando sapevo di non aver fatto nulla. Ora ingrazio Dio che finalmente la verità sia venuta fuori. Le persone non sanno come ci si sente ad essere accusati di qualcosa che non hanno fatto”.


BENEDETTO TEST DEL DNA

Leonard Mack era stato arrestato nello stato di New York per il rapimento di due teenager e il brutale stupro di una di loro nel 1975. Il suo fermo era avvenuto in modo molto discutibile; secondo l'accusa, erano stati usati metodi parziali e viziati da parte della polizia come, ad esempio, costringerlo a cambiare abiti prima dell'identificazione per corrispondere alla descrizione del sospetto. Sembra la scenografia di un film scritto male, probabilmente all’inizio Mack ha creduto che presto l’equivoco si sarebbe chiarito. Dopo un po’ ha invece capito di essere protagonista di un incubo: il processo, la condanna, il carcere con sette anni e mezzo trascorsi nella prigione di Sing Sing. Una volta tornato in libertà, Mack ha continuato a battersi per dimostrare la sua innocenza. Finalmente nel 2022 è riuscito a far riaprire il caso. E questa volta dalla sua parte c’era anche un test del DNA che non solo lo ha scagionato ma ha messo gli inquirenti sulle tracce del vero colpevole. Che, una volta individuato, ha confessato. Ora Leonard Mack, dopo una vita difficile, si gode una vecchiaia tranquilla in South Carolina.



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