Quanti bei libri ho letto nel 2020, difficile scegliere il migliore, ma la mia medaglia d'oro va a Joel Dicker

31 dicembre 2020, ore 15:00

"L'enigma della camera 622" è un libro con un intreccio accattivante, scritto in modo magistrale

Uno dei pochissimi lati positivi del lockdown è stato quello di poter leggere di più. Per noi appassionati di letteratura è stata anche l'occasione per rispolverare qualche libro lasciato sugli scaffali per troppo tempo e, soprattutto, per scoprire tante nuove uscite. Naturalmente i gusti dei lettori sono diversi, variegati e intoccabili, uno qualsiasi di noi sarebbe disposto a discussioni di ore per difendere un libro amato che non sia piaciuto a parenti e amici. Non me ne vogliate dunque, ma i libri più belli del 2020 per me sono stati questi.


Primo posto: L'enigma della camera 622

È l'ultimo romanzo dell'acclamato autore francese Joel Dicker, famoso in tutto il mondo per La verità sul caso Harry Quebert, da cui è stata tratta anche una serie tv con Patrick Dempsey. Ambientato tra le montagne dell'esclusiva località svizzera di Verbier, il libro intreccia la storia di uno scrittore, alter ego di Dicker, e di una serie di personaggi che in quell'hotel sono stati testimoni di un omicidio. La trama è spettacolare. Davvero non riuscirete a staccarvi dalle pagine di questo thriller sui generis. 


Secondo posto: Cambiare l'acqua ai fiori

Il libro di Valerie Perrin si è conteso a lungo nel mio cuore con Dicker il posto di miglior romanzo letto nel 2020, ma poi ho deciso che la medaglia d'argento poteva essere un buon compromesso perché in fondo Cambiare l'acqua ai fiori mi ha lasciato un velo di malinconia, che a volte si ha voglia di dimenticare. È un vero capolavoro e la protagonista è la custode di un cimitero. Un personaggio irresistibile con il suo dolore e la sua gioia di vivere, che spinge per tornare a splendere. Un romanzo che riesce in parte a riconciliarci con l'idea della morte, ma che non passa dentro di noi senza scuoterci un po'. 


Terzo posto: I leoni di Sicilia

Se dovessi consigliare un libro che possa in qualche modo affascinare un'ampia fascia di persone, sicuramente opterei per lo splendido romanzo storico di Stefania Auci. È la prima parte della saga familiare dei Florio, che siamo abituati a sentir nominare per la targa Florio e per il Marsala, ma che sono anche tanto tanto altro. E stupenda è l'ambientazione siciliana inserita costantemente nel contesto storico in cui si svolgono le vicende della famiglia. L'attesa è tanta per il seguito. 

Quarto posto: Il colibrì

Dell'acclamatissimo romanzo del nostro Sandro Veronesi, autore colto e raffinato, ho apprezzato innanzitutto la maestria. Veronesi è un vero studioso, che tanto sa e tanto sa dare al lettore attraverso le sue pagine. Il colibrì, che ha vinto il Premio Strega, racconta la storia di Marco Carrara. La sua vita, unica per tanti versi, ci viene presentata con pagine indimenticabili a partire dagli anni '70 per arrivare fino a noi e oltre, con uno sguardo rivolto al futuro.


Quinto posto: Io sono l'abisso

Il libro di Donato Carrisi, autore che io amo alla follia, mi ha lasciato inizialmente un po' perplessa perché è diverso dal Carrisi che sono abituata a leggere. Non ho trovato la solita angoscia sottile, la sensazione che il male uscisse in qualche modo dalle pagine, ma una storia speciale, ispirata a quanto pare a vicende vere, a cui pagina dopo pagina mi sono appassionata. L'uomo che pulisce, anche se vi sembrerà un nome strano, vi resterà in testa per un bel po'.





Quanti bei libri ho letto nel 2020, difficile scegliere il migliore, ma la mia medaglia d'oro va a Joel Dicker
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