Referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, nel primo giorno al voto il 46,07 % degli elettori Photo Credit: ANSA/ ANDREA FASANI
23 marzo 2026, ore 00:46
Si vota anche oggi dalle 7 alle 15, poi lo spoglio delle schede; la consultazione non richiede un quorum di partecipazione per essere valida
L’affluenza ai seggi per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, alle 23 è stata del 46,07% degli elettori. Un dato che si conferma in crescita rispetto alla precedente tornata referendaria del 2020, quando, nel primo giorno di voto allo stesso orario, aveva fatto registrare una partecipazione del 40% degli aventi diritto. La giornata di ieri è stata scandita dalle foto sui social dei politici alle urne e da qualche polemica nei seggi elettorali. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha votato a Palermo. Hanno già fatto il loro dovere di elettori anche i leader di partito: il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini a Roma in serata, di ritorno dal funerale di Umberto Bossi a Pontida. L'altro vicepremier Antonio Tajani a Fiuggi nel pomeriggio, mentre la presidente del consiglio Giorgia Meloni voterà questa mattina. Hanno già espresso la loro preferenza anche la segretaria del Pd Elly Schlein e il presidente del M5s Giuseppe Conte. Infine una curiosità. L'elettrice probabilmente più anziana è di Cascina, nel Pisano: la signora Valli Morganti, di 104 anni.
Nel 2025
Il dato fatto registrare ieri sera è stato di oltre il doppio rispetto a quello rilevato alla stessa ora, nel giugno 2025, per la tornata referendaria che chiamava ad esprimersi su cinque quesiti, tra lavoro e cittadinanza. Allora si era recato alle urne il 46,07% degli aventi diritto. mentre al referendum abrogativo del 2025, nella stessa fascia oraria, l'affluenza alle urne era stata del 22,73%.
Urne aperte anche oggi
Oggi Le urne resteranno aperte fino alle 15, poi scatterà l’attesa per il risultato. La consultazione non richiede un quorum di partecipazione per essere valida. Basta la maggioranza dei voti espressi. Se vincerà il sì, la riforma della giustizia verrà confermata e il presidente della Repubblica promulgherà la legge costituzionale, che sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Se a prevalere saranno invece, i no, la riforma votata dal Parlamento non entrerà in vigore.


