Roma, tre prostitute uccise nel quartiere Prati, spunta l'ombra del serial Killer

17 novembre 2022, ore 19:30 , agg. alle 21:31

Al setaccio le telecamere di videosorveglianza della zona e i tabulati dei telefoni delle vittime, due cinesi e una colombiana

L’ombra di un seria killer sui delitti avvenuti a Roma nel quartiere Prati. Prende corpo l’ipotesi che sia stata la stessa mano ad accoltellare a morte tre prostitute, due cinesi e una colombiana di 65 anni, quest’ultima già identificata. Si chiamava Marta Castano. Le prime due donne sono state uccise nello stesso condominio. Una è stata trovata in un appartamento, l’altra riversa sul pianerottolo, senza vestiti in una pozza di sangue. Poco lontano, a circa un chilometro di distanza, rinvenuto nel seminterrato di una casa, il corpo della sudamericana, su cui sono stati riscontrati i segni di fendenti al torace. Sconvolti i residenti che dichiarano: questo è un quartiere tranquillo. In queste ore gli investigatori stanno analizzando le immagini riprese dalle videocamere di sorveglianza della zona. Al setaccio anche i tabulati telefonici delle vittime, legate al mondo della prostituzione.


Il triplice delitto ha scosso la tranquillità del quartiere Prati

"Io abito qui da trent'anni ma non è mai successo niente. Soltanto qualche furto di biciclette, ma mai una cosa del genere, siamo sconvolti". Così una ragazza che abita nell’edificio accanto alla palazzina gialla dove, in via Durazzo, è stato trovato questa mattina il cadavere della colombiana. In un vicino bar, alcune persone hanno dichiarato di non aver mai visto la vittima. Stessi racconti in via Augusto Roboty, dove sono state uccise le due donne cinesi. "Avevo appena chiuso una telefonata, saranno state le 10,35 forse le 10,40. Ho aperto la porta per andare al bar, il portiere mi ha chiamato dicendomi che al pianerottolo proprio sopra al mio c'era una donna morta, a terra. Sono salito e l'ho vista, completamente nuda piena di sangue intorno". Queste le dichiarazioni fatte all'Adnkronos da un avvocato che lavora in uno studio nella casa teatro del duplice delitto. "Usciva tantissimo sangue dalla testa, credo sia stata sgozzata. Il sangue era tantissimo come se l'omicidio fosse stato ultimato sul pianerottolo. Aveva una posizione del tutto innaturale, come se avesse gli arti rotti ma in realtà si era accasciata, forse dopo essersi trascinata al di fuori dell'appartamento, magari in cerca di aiuto. Il portone era spalancato, all'interno l'altra vittima. Così la stessa fonte.


Roma, tre prostitute uccise nel quartiere Prati, spunta l'ombra del serial Killer
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