Sono trascorsi 109 anni dalla tragedia del Titanic, dopo la collisione con un iceberg affondò al largo del Canada

15 aprile 2021, ore 09:00

Furono oltre 1500 le vittime del più grande naufragio della storia contemporanea, soltanto 330 i corpi che vennero recuperati in mare, quasi tutti passeggeri di terza classe

L'Rmc Titanic entrò in collisione con un iceberg alle 23:40 del 14 aprile del 1912. Alle 2:40 del 15 aprile si inabissò nelle acque al largo del Canada. In soli cinque minuti scese a quattro chilometri di profondità, dove si trova ancora adesso. La notte tra il 14 e il 15 aprile di 109 anni fa, la Nave dei Sogni del Secolo Ventesimo, quella che era conosciuta come inaffondabile, spariva per sempre. Il Titanic è lì, meta di un turismo per soli ricchi, visitabile, a prezzi stratosferici, solo a bordo di un sommergibile. Alla nave che portava il nome della generazione precedente gli Dei, i Titani, al colosso del mare che doveva sfidare i limiti umani, toccò il destino di coloro che osarono peccare di ubris e cioè l’oblio.


La tragedia nel viaggio inaugurale

Il suo primo viaggio, quello inaugurale, fu anche l’ultimo. Il Titanic partì da Southampton, diretto a New York, toccando Cherbourg e Queenstown, ma non giunse mai alle coste americane. In breve, a causa dell’impatto con un iceberg, si aprirono alcune falle sotto la linea di galleggiamento e i primi cinque compartimenti stagni si allagarono. Solo due ore e 40 minuti più tardi, l’intero transatlantico venne inghiottito dall'Oceano Atlantico, dopo essersi spezzato, letteralmente, in due tronconi. Era la notte del 15 aprile, alle ore 2.20.


Un bilancio drammatico, oltre 1500 morti

Nel naufragio persero la vita tra i 1490 e i 1635 dei 2.223 passeggeri imbarcati, compresi i 900 uomini dell’equipaggio. Solo in 705 vennero presi dalle scialuppe o dal mare, anche se alcuni di loro morirono subito dopo essere stati portati a bordo del Carpathia, per le complicazioni da ipotermia. Dei caduti in acqua soltanto sei furono salvati.  Iniziava così il nuovo secolo, con la nave simbolo del progresso, perduta per sempre tra il buio degli abissi.


Impossibile recuperare il relitto

Pochi mesi dopo il disastro, grazie ai rilievi batimetrici, si calcolò che il relitto del Titanic era a una profondità oceanica di 3800 metri, nella zona della sommersione, troppo grande per la tecnologia dell’epoca, quindi fu impossibile recuperarlo. Solo il primo settembre del 1985, una spedizione franco-americana, condotta da Jean-Louis Michel e Robert Ballard, della Woods Hole Oceanographic Institution, localizzò quel che resta del transatlantico. Ad oggi il relitto si trova a 1600 chilometri di distanza da New York e a circa 650 da Capo Race, a Terranova, a circa 486 miglia dall’isola, a una profondità di 3787 metri, su un fondale fangoso, sulla piana abissale, ai piedi della scarpata continentale nordamericana.


Il Titanic affondò in 5 minuti

Il Titanic affondò una rapidità impressionante. Il relitto raggiunse la profondità marina solo cinque minuti dopo la scomparsa dalla superficie e non due ore dopo come era stato erroneamente calcolato prima. La prua si interrò per ben 18 metri, la poppa, invece, si devastò nell’impatto. Tra gli anni ottanta e novanta vennero recuperati migliaia di oggetti di valore, dai manufatti agli indumenti delle vittime, esposte in musei, come il violino appartenuto a Wallace Hartley, ritrovato nel 2013 e venduto il 18 ottobre dello stesso anno all'incredibile cifra di 900.000 sterline. La nave, nella sua totalità, non venne mai recuperata, perché la profondità e il peso hanno reso l’impresa impossibile. Nel 1997 il regista James Cameron realizzò, sulla tragedia del Titanic, un film, pluripremiato agli Oscar, che raccontò, a tutto il mondo, la storia del transatlantico, inaffondabile, che si inabissò al primo viaggio.

Sono trascorsi 109 anni dalla tragedia del Titanic, dopo la collisione con un iceberg affondò al largo del Canada
Tags: 15 aprile 1912, 705 sopravvissuti, Titanic

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