Stagione di ciclismo 2020: si corre in sella al caos e al paradosso, e il Giro d'italia ne fa le spese

Stagione di ciclismo 2020: si corre in sella al caos e al paradosso, e il Giro d'italia ne fa le spese

Stagione di ciclismo 2020: si corre in sella al caos e al paradosso, e il Giro d'italia ne fa le spese


Un calendario ciclistico stravolto dall'emergenza coronavirus con più gare che si sovrappongono

Dal 1° di agosto al 14 novembre si consuma la stagione ciclistica più paradossale e in certi casi comica della storia del ciclismo. Per non far saltare le classiche, i giri, il Mondiale e fare cassa sugli introiti garantiti dagli eventi, dagli sponsor, dalle riprese televisive, il mondo dei pedali si appresta a vivere i 4 mesi più assurdi che si potessero concepire. Gare che si sovrappongono, giri che dovrebbero costringere i corridori a correre al mattino nel Giro d’Italia e nel pomeriggio alla Liegi – Bastogne - Liegi. Una situazione a dir poco surreale.

Un programma surreale di gare sovrapposte

Si parte da casa nostra l’1 agosto con la corsa in linea di ciclismo su strada denominata Strade bianche. L’8 agosto la più classica delle corse italiane: la Milano -Sanremo, senza contare che, dal 5 al 9, si corre al Giro di Polonia. Dal 12 al 16 si va in Francia per il Giro del Delfinato che originariamente era previsto dal 31 maggio al 7 giugno con partenza da Clermont - Ferrand. E, tagliato il traguardo, ci si rimette in sella per raggiungere entro sera il Big Ben e correre proprio il 16 a Londra la Prudential Ride London – Surrey Classic. Il 25, antipasto della Grande Boucle, con la corsa in linea Bretagne Classic - Ouest- France che si corre attorno alla città di Plouay.

Il Tour contro le nostre classiche

Ed eccoci al Tour de France in programma dal 29 agosto al 20 settembre. Peccato che tra il 7 e il 14 ci sia un’altra classica italiana, la Tirreno - Adriatico; che l’11 ci sia il Grand Prix Cycliste de Quebec e il Grand Prix Cycliste de Montreal, entrambi in Canada. Tagliato il traguardo agli Champs Elysees, dopo il bacio delle Miss, non c’è tempo nemmeno per il brindisi del vincitore che si parte per i Mondiali. Quest’anno si svolgeranno dal 20 al 27 settembre ad Aigle – Martigny in Svizzera: 11 gare in 8 giorni. Lo sdoppiamento dei corridori è obbligatorio…Dal 29 al 3 ottobre c’è la Bink Bank Tour e il 30 settembre la Freccia – Vallone.

Un Giro bistrattato

Che dire del Giro d’Italia? Forse più maltrattato di così, si muore. <<Non si può certo dire che sia il miglior calendario possibile>>, dichiara alla Gazzetta lo sconsolato direttore generale e amministratore delegato di Rcs Sport Paolo Bellino. <<Avevamo fatto una serie di proposte alternative che avrebbero limitato alcune sovrapposizioni ma non sono state recepite>>. Infatti la corsa rosa si corre dal 3 al 25 ottobre. Peccato che il 4 ottobre si corra la Liegi - Bastogne – Liegi; il 10 la Amstel Gold Race in Olanda; l’11 la Grand Wevelgem in Belgio; il 14 la A Travers la Fiandre in Belgio. E ancora, nel pieno della bagarre rosa, dal 15 al 20 ottobre si corre in Cina il Gree Tour of Guangxi; il 18 ottobre il Giro delle Fiandre e il 20 parte la Vuelta di Spagna che va avanti sino all’8 novembre. Certo ma il 25 ottobre c’è la classicissima Parigi – Roubaix e il 31 un’altra classica: il Giro di Lombardia e, in data da destinarsi, la Eschbom-Francoforte e la Classica di Amburgo.

I salti mortali dei direttori sportivi

Lasciamo al lettore le considerazioni più opportune. Noi ci limitiamo a sottolineare che questo tour de force delle due ruote, nella sua follia organizzativa, costringerà i direttori sportivi a fare salti mortali per scegliere i corridori da diluire nei vari impegni: 8 atleti a squadra per i grandi giri e 6 o 7 per le corse in linea. A meno che le norme sanitarie dei vari Paesi non impongano un’altra revisione dei cartelloni che per ora obbediscono a un’unica logica: mostrano se non altro la voglia di ripartire di uno sport da leggenda. Ma a che prezzo.



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