Tasmania, il nuovo libro di Paolo Giordano ci costringe a guardare al futuro e un po' ci spaventa

Tasmania, il nuovo libro di Paolo Giordano ci costringe a guardare al futuro e un po' ci spaventa

Tasmania, il nuovo libro di Paolo Giordano ci costringe a guardare al futuro e un po' ci spaventa


Il protagonista è, senza nascondersi troppo, l'alter ego dell'autore: collaboratore di un grande quotidiano, fisico e originario di Torino

Tasmania e futuro

Il titolo Tasmania porta la nostra mente all'isola australiana, spettacolare, scoperta nel 1600 dagli olandesi. Quindi al mare, al sole, alla natura incontaminata. Il romanzo di Paolo Giordano, invece, è molto di più e non dà la stessa sensazione di serenità. Il protagonista è l'alter ego dello scrittore, fisico, collaboratore di un grande giornale e originario di Torino. Nella finzione, Paolo vuole scrivere un libro sulla bomba atomica, proprio quella che tutti noi temiamo possa entrare all'improvviso nelle nostre vite, sconvolgendole. Le pagine in cui Giordano ripercorre quanto accadde a Hiroshima e Nagasaki sono forti, vere, indimenticabili. Nero su bianco rivive il terrore, ben raccontato nelle storie di tante persone che in quell'agosto 1945 sono riuscite a sopravvivere. E poi c'è un altro futuro possibile, che in realtà è già presente, quello di una terra rovinata dal cambiamento climatico, dalle inondazioni, dalla temperatura che si alza senza sosta, dove isole come la Tasmania potrebbero diventare salvifiche. Nel romanzo dunque due distopie possibili e un passato che ancora ci tormenta, quello degli attentati di matrice islamica, il cui terrore è sintetizzato nella notte folle del Bataclan di Parigi.


Gli scienziati, uomini come noi

Paolo non è l'unico scienziato del libro, con lui ci sono il (quasi) Premio Nobel Novelli e un amico dei tempi dell'università. Le loro approfondite conoscenze scientifiche non li mettono al sicuro dai disastri, sociali, affettivi, naturali. Novelli riesce a rovinarsi la reputazione, Paolo resta vittima delle sue infinite domande e del Grande Fraintendimento Francese (quando leggerete, capirete), l'amico Giulio è alle prese con una questione familiare piuttosto complicata. Menti superiori ai nostri occhi di comuni mortali per cui la fisica del liceo già era troppo, ma non immuni alla vulnerabilità della vita. Sullo sfondo resta Lorenza, la moglie di Paolo, costante del romanzo e approdo sicuro di un'anima viaggiatrice. 

 

Non tutto è perduto

In un'intervista a Non Stop News, su RTL 102.5, Paolo Giordano ha raccontato che in mezzo a questo scenario futuro in parte temibile, in mezzo a questa fine del mondo, c'è però anche una parte di gioco, una parte di vitalità. Ci sono effettivamente, nel romanzo, momenti davvero godibili e diversi sorrisi oltre a una grande emozione. Lo stile dello scrittore, autore di diversi successi editoriali, è avvincente e conquista il lettore. Personalmente di Giordano consiglio tutte le opere, una su tutte Il corpo umano. 


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