Telefonia, Il 61% degli italiani ha ancora il fisso in casa

Telefonia, Il 61% degli italiani ha ancora il fisso in casa

Telefonia, Il 61% degli italiani ha ancora il fisso in casa


Gli italiani che hanno ancora il telefono fisso in casa sono oltre 26,5 milioni, quasi il 61% della popolazione. A rivelarlo un sondaggio realizzato dagli istituti di ricerca mUp Research e Norstat per la piattaforma Facile.it.

Pitture rupestri, papiri, segnali di fumo, piccioni viaggiatori, telegrafi, ricetrasmittenti, smartphone, tablet, computer, smartwatch, … chi più ne ha, più ne metta! I metodi che usiamo per scambiare informazioni si moltiplicano e, soprattutto nell’ultimo secolo, sono aumentati a dismisura, permettendoci di comunicare da qualunque punto del globo in tempo reale. 


Il telefono fisso è obsoleto?

La velocità dell’evoluzione tecnologica impone cambiamenti sempre più rapidi, tanto da far risultare nel sentito comune alcuni strumenti, ancora perfettamente in utilizzo, ormai obsoleti. È il caso del telefono fisso – per i lettori nati dopo il 2000, trattasi di oggetto ancestrale che i nostri avi appoggiavano su un mobile, cablato con alcuni cavi, al fine di effettuare e ricevere chiamate – ormai impiegato quasi esclusivamente per le comunicazioni di lavoro.

Nonostante sia ormai considerato completamente superato, tuttavia, il telefono fisso rimane presente in molte case. A testimoniarlo un’indagine commissionata dalla piattaforma Facile.it, che ha fornito interessanti insight circa la diffusione di questo strumento.


L’Indagine

Gli italiani che hanno ancora il telefono fisso in casa sono oltre 26,5 milioni, quasi il 61% della popolazione. A rivelarlo un sondaggio realizzato dagli istituti di ricerca mUp Research e Norstat.

Di particolare rilevanza sono le ragioni che spingono le persone a tenere questo strumento nelle proprie abitazioni: la sua funzione è, almeno parzialmente, cambiata o addirittura invertita rispetto a quella del cellulare. La prima motivazione riguarda ragioni di sicurezza (per il 41% degli intervistati) in caso di emergenza o di malfunzionamento dei più comuni cellulari; al secondo posto c’è la voglia di riservare un canale di comunicazione privilegiato per pochi intimi (circa il 28% del campione). Se in passato era abitudine riservare il proprio numero di cellulare solo ai pochi fidati da cui volevamo essere assolutamente raggiunti, oggi questa funzione viene assolta per molti dal telefono fisso. Soprattutto nei momenti di “detox digitale”, in cui scegliamo di spegnere il telefonino in favore di un po’ di tranquillità.

Rispetto alle ultime rilevazioni risultano circa 17 milioni di italiani che hanno rinunciato a filo e cornetta. Anche in questo caso dall’indagine è possibile identificare diverse ragioni: il 59% degli intervistati lo ha fatto per ragioni economiche (nonostante siano ancora presenti molte offerte che garantiscono connessione Internet e telefono in soluzioni convenienti, magari abbinandole anche ad abbonamenti a canali televisivi Pay per view); il 45% lo ha fatto in favore di una completa sostituzione con il cellulare; infine il 19% ha scelto di eliminare il telefono fisso dalla propria abitazione con un intento estremamente comprensibile: non essere più disturbati a casa da dai call center!


Telemarketing e Registro pubblico delle opposizioni

Per andare incontro ai consumatori che vengono sempre più bersagliati da agguerriti call center in cerca di nuovi clienti cui appioppare offerte, è stato istituito il “Registro pubblico delle Opposizioni”. Sul sito ufficiale dal quale è anche possibile registrarsi, viene definito come un “servizio gratuito per l’utente che permette di opporsi all’utilizzo per finalità pubblicitarie dei numeri di telefono di cui si è intestatari e dei corrispondenti indirizzi postali associati, presenti negli elenchi pubblici, da parte degli operatori che svolgono attività di marketing tramite il telefono e/o la posta cartacea”.

Gli utenti possono richiedere l’iscrizione, l’aggiornamento dei dati e la revoca al Registro Pubblico delle Opposizione tramite quattro modalità: web (compilazione di un modulo elettronico), telefono (chiamata al numero verde RPO) email (invio tramite posta elettronica di un apposito modulo), raccomandata.

L'operatore di telemarketing che utilizza i dati presenti negli elenchi telefonici pubblici è tenuto a verificare con il RPO le liste dei potenziali contatti, tramite una serie di servizi disponibili sul sito. In caso di violazioni, sono previste sanzioni amministrative pecuniarie fino a 20 milioni di Euro; per le imprese, fino al 4 % del fatturato mondiale totale annuo dell’esercizio precedente.



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