Vaia a RTL 102.5: "Nessun allarme, non c'è un grande peso sugli ospedali. Campagna mirata sui fragili"
01 dicembre 2022, ore 16:01 , agg. alle 16:37
"Lo chiamiamo Covid 23, dobbiamo imparare a convivere con il virus senza la paura di prima perché abbiamo molti mezzi a nostra disposizione", dice in radiovisione
Nel corso di "Non stop News", in radiovisione su RTL 102.5, è intervenuto il professore Francesco Vaia, Direttore Generale dell'Istituto Nazionale Malattie Infettive “Spallanzani”.
"Siamo nel punto nel quale ci aspettavamo di essere. Siamo in inverno e come ogni altro inverno questo tipo di malattie si manifesta di più e colpisce maggiormente le persone più fragili. Non c’è nulla per cui allarmarsi. È tutto sotto controllo e non c’è un grande peso sugli ospedali. Come servizio sanitario dobbiamo potenziare il territorio e fare in modo che queste persone non arrivino in ospedale ma fare prevenzione e far sì che possano curarsi a casa. Le persone fragili e più esposte devono fare il vaccino antiinfluenzale e il richiamo del vaccino anticovid. Le persone che oggi arrivano in ospedale con una malattia un po’ più seria sono anziane e con altre patologie. Quindi dobbiamo fare una campagna mirata su queste persone più fragili", ha detto Vaia.
"Cinque giorni sono sufficienti per poterne uscire. Il tema di oggi è una fase completamente diversa, lo chiamiamo Covid 23, dobbiamo imparare a convivere con il virus senza la paura di prima perché abbiamo molti mezzi a nostra disposizione. Dobbiamo immaginare una vita normale nella quale, grazie all’innovazione e al senso di responsabilità, possiamo andare avanti. Oggi siamo più forti perché nel nostro Paese c'è un’immunità ibrida data dall’alto tasso di vaccinati e dal contagio, che ci rende molto forti. Ora possiamo vivere il Covid come una malattia semi-influenzale tranne per le persone anziane che è necessario che si vaccinino. Dobbiamo andare avanti acquistando maggiori spazi di libertà con giudizio, non possiamo tornare indietro", ha concluso.
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