Cinquanta donne uccise dall’inizio del 2022. Il femminicidio è una piaga a cui non bisogna abituarsi

Cinquanta donne uccise dall’inizio del 2022. Il femminicidio è una piaga a cui non bisogna abituarsi

Cinquanta donne uccise dall’inizio del 2022. Il femminicidio è una piaga a cui non bisogna abituarsi


Nell’89% dei casi a uccidere è una persona molto vicina. Una scia di violenza che coinvolge anche le famiglie

Cinquanta storie, cinquanta vite, cinquanta donne – senza contare le loro famiglie - interrotte dall’inizio del 2022, di cui 11 soltanto nelle due settimane che vanno dal 5 al 20 giugno. Il bilancio ufficiale si ferma a 49 e viene pubblicato ogni lunedì sul sito del Ministero dell’Interno, dove arrivano i dati raccolti dal Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia. Ma a sottolineare la portata di un fenomeno che non si ferma, è arrivata ieri la notizia di un altro femminicidio, quello di Caterina D'Andrea, 72 anni, uccisa dal marito a Roma. Un bilancio nero a cui non ci dobbiamo abituare.


L’ASSASSINO É SPESSO MOLTO VICINO

Quarantanove vittime segnalate a lunedì. Nel 67% dei casi l'assassino è il compagno o l'ex compagno (33 casi), nel 22% dei casi un altro parente (11 casi) e solo nel 10% (5 casi) uno sconosciuto. Da segnalare che nel 17 casi (35%) l'assassino ha poi rivolto l’arma contro se stesso, allungando la scia di una violenza ingiustificata. E che non conosce fine.


DATI DRAMMATICAMENTE STABILI

Storie di tragedie annunciate, denunce che non bastano o che non arrivano per timore o disillusione, gelosia e amore usati come attenuanti. In tutto il 2021 sono state uccise 103 donne, 101 nel 2020, 92 nel 2019. L’ordine usato è quello delle centinaia, ma non fa più notizia. Anche se, invece, la portata è quella di un fenomeno sociale, come raccontato all’Ansa da Stefano Delfini, direttore del Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia: “Ad oggi registriamo che il numero complessivo di omicidi in Italia è in costante diminuzione” invece “rimane drammaticamente stabile nel tempo il numero di omicidi di donne”.


LE FAMIGLIE SONO VITTIME COLLATERALI

Qualcuno scriveva che nessun uomo è un’isola. Neanche queste donne lo sono. Hanno avuto persone care, famiglie, genitori, figli. Bambini che, se non diventano direttamente vittime dei delitti, assistono a scene che li segneranno per tutta la vita. Nel 2020 gli orfani di femminicidio in Italia erano 169, di cui il 39,6% minorenni. Il 32,5% è rimasto orfano anche del padre, che si è tolto la vita dopo il femminicidio. Il 46,7% dei figli sopravvissuti aveva assistito alle precedenti violenze del padre sulla madre.


UN PROBLEMA ANCHE CULTURALE

Una questione anche culturale che richiede un “intervento ad ampio raggio nella società: penso alle associazioni, alla scuola, ai centri antiviolenza" continua Delfini. Una sensibilizzazione necessaria che potrebbe aiutare a intercettare situazioni a rischio prima che sia troppo tardi.



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