È spaccatura tra Federcalcio e Lega Serie A, domani la resa dei conti

07 giugno 2020, ore 18:00

La Federcalcio si prepara a respingere la proposta, i campionati esprimeranno comunque i loro verdetti

Si torna a litigare

C’è stato un momento, nel pieno dell’emergenza coronavirus, in cui il mondo del calcio italiano sembrava aver trovato compattezza e unità. La paura di un fallimento aveva fatto sentire tutti sulla stessa barca e tutti avevano cercato di remare nella stessa direzione. Usciti dalla fase critica, siamo tornati alle vecchie abitudini e alle solite divisioni. È spaccatura tra Lega Serie A e Federazione alla vigilia del vertice che deve stabilire come comportarsi nel caso in cui il campionato, dopo la ripartenza del 20 giugno, fosse costretto nuovamente a fermarsi.


La serie A vuole congelare tutto

I club di serie A hanno proposto – in caso di ulteriore stop- di non assegnare lo scudetto e di bloccare le retrocessioni. La classifica congelata al momento dell’interruzione sarebbe considerata valida soltanto per comunicare all’Uefa l’elenco delle squadre qualificate per la prossima edizione delle coppe europee. Leonardo Bonucci, che con la Juventus è in testa al campionato, in queste ore ha ribadito un concetto già espresso dal suo presidente Andrea Agnelli: “se il campionato si fermasse di nuovo, meglio non assegnare lo scudetto”. La Lazio, che quest’anno è in scia ai bianconeri, vorrebbe invece poter provare a sfruttare una occasione storica. Ovviamente i club coinvolti nella lotta salvezza gradirebbero il colpo di spugna. Alcune di queste società erano molto tiepide già sull’ipotesi di ripartire, poi si sono dovute adeguare, ma ora ci riprovano.

È spaccatura tra Federcalcio e Lega Serie A, domani la resa dei conti

La serie B non ci sta

La soluzione di bloccare le retrocessioni non piace alle società di serie B, perché di conseguenza verrebbero cancellate anche le promozioni in serie A. Sul piede di guerra ci sono soprattutto le squadre che hanno possibilità di guadagnare la massima serie. Il Benevento stava dominando il campionato cadetto, con 22 punti di vantaggio sulla terza in classifica a dieci giornate dalla fine. Il presidente Oreste Vigorito non ci sta. Ieri aveva denunciato giochi da prestigiatori, oggi ha rincarato la dose: “Chi pensa di poter cancellare i propri errori con un colpo di spugna si sbaglia di grosso. Se congeliamo le classifche, allora niente Europa per chi crede di averla meritata. I nostri sforzi non solo economici, ma anche tecnici, hanno portato a un risultato che è davanti agli occhi di tutti, adesso sento parlare di blocco di retrocessioni e promozioni. Devo accettare che il Brescia resti in A con 16 punti e il Benevento in B con 69? Ma di cosa stiamo parlando? Il Covid è vissuto da molti come una tragedia e da altri come un’opportunità, lo trovo inaccettabile”.


Lo strano caso di Lotito

La decisione finale spetta al Consiglio Federale. E da quanto trapela la FIGC sembra orientata a respingere la proposta della Lega Seria A, che non verrebbe seguita in questa sua iniziativa dalle altre componenti. Curiosa la molteplicità di ruoli giocati da Claudio Lotito: come consigliere federale in rappresentanza della serie A dovrà appoggiare la proposta di congelamento delle classifiche; ma come presidente di una Lazio in corsa per il titolo potrebbe avere l’interesse ad assegnare lo scudetto; come patron della Salernitana, che milita in serie B con chance di promozione, potrebbe opporsi al blocco delle retrocessioni. Siamo oltre il conflitto di interessi.

Tags: Calcio, Federcalcio, Serie A, Sport

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