Giro d’Italia: da Alberobello a Lecce attraverso i panorami della Valle d’Itria e del Salento

Giro d’Italia: da Alberobello a Lecce attraverso i panorami della Valle d’Itria e del Salento

Giro d’Italia: da Alberobello a Lecce attraverso i panorami della Valle d’Itria e del Salento


Si riparte oggi con la quarta tappa, la prima in Italia. Un viaggio lungo la Puglia da nord verso sud, per 189 chilometri di straordinaria bellezza

Dai trulli al barocco salentino passando per altre famose località come Putignano, noto per il suo antico carnevale, Polignano a Mare, rinomato per le scogliere che si tuffano a picco nell’Adriatico, Monopoli con le sue contrade medievali e Ostuni, il borgo bianco, arroccato sulla collina. Eccellenze rinomate nel mondo, e dal mondo turisti più o meno famosi scelgono queste zone per venire a conoscerle, ma anche per acquistare e trasferirsi stabilmente, come ha fatto l’attrice hollywoodiana Helen Mirren, oppure come fece la rockstar Madonna, che per festeggiare il suo compleanno venne qui con una piccola corte al seguito composta da amici, parenti e qualche collaboratore. Ma concentriamoci sulla partenza ad Alberobello: un luogo magico e sospeso nel tempo.


ALBEROBELLO

Le capanne in pietra costruite a secco sono oltre 1500 e si trovano principalmente nei rioni di Monti e Aja Piccola. Il piccolo centro nella Valle d’Itria è stato dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 1996. I primi trulli risalgono al XIV secolo e venivano utilizzati per il ricovero di attrezzi agricoli e bestiame. Per tirarli su, le pietre calcaree locali venivano incastonate senza malta nè cemento, in modo molto grossolano, ed incastrate l’una sopra l’altra. La pietra ‘chiave’ era l’ultima, posta sulla sommità del tetto.


TRA STORIA E LEGGENDA

La ragione di questa scelta precaria era la possibilità di sfuggire al pagamento dei tributi sugli insediamenti e sulle abitazioni. Il popolo concepì delle costruzioni che potessero essere demolite con facilità, così quando il delegato del re stava per arrivare a riscuotere le tasse, bastava togliere l’elemento portante, ovvero la chiave di volta: quell’ultima pietra posta sul tetto, ed ecco che le case si trasformavano in cumuli di sassi. Oggi questo elemento angolare fondamentale per la tenuta della struttura è sigillato sotto uno strato di gesso per evitare brutte sorprese.


MASTRO TRULLARO

C’è una specifica categoria di artigiani che si occupa di trulli, sono i mastri trullari, nonostante il nome è gente serissima!! Gli unici che possono lavorarci senza rischiare di fare danni. Mestiere che sta sparendo, sono pochi purtroppo i giovani che vogliono imparare il lavoro tramandato dagli avi. Oggi queste case popolari si sono trasformate in villette di lusso con piscine e lussureggianti giardini, oppure in strutture ricettive di classe.


TRULLI SPECIALI 

C’è un solo trullo a due piani in tutto il paese: il trullo Sovrano. Tutti gli altri, seppur molto piccoli, venivano soppalcati per creare le camere da letto. Uno dei trulli è la Chiesa di S. Antonio, un altro è detto Siamese, perché se lo spartirono 2 fratelli che avevano litigato a causa di una donna e non volevano incontrarsi mai più. Speciali e non i trulli sono davvero bellissimi.


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