Holly Jackson è la “trilogia delle brave ragazze”: un successo inarrestabile partito dal booktok con “Come uccidono le brave ragazze”

Holly Jackson è la “trilogia delle brave ragazze”: un successo inarrestabile partito dal booktok con “Come uccidono le brave ragazze”

Holly Jackson è la “trilogia delle brave ragazze”: un successo inarrestabile partito dal booktok con “Come uccidono le brave ragazze” Photo Credit: "Come uccidono le brave ragazze" di Holly Jackson, Rizzoli


Il fenomeno del booktok, la community di amanti dei libri creatasi all’interno dei social network, è ormai sempre più protagonista nel decretare successi letterari su scala globale

Riuscire a imporsi all’attenzione del grande pubblico internazionale, a livello editoriale, è probabilmente una delle massime aspirazioni – se non la massima in senso assoluto – per chi scrive un libro. E, manco a dirlo, è anche il traguardo più difficile da raggiungere. Serve il giusto mix d’ingredienti perché l’impresa vada a buon fine, e ovviamente questi variano di volta in volta. Non esiste la formula perfetta cui fare riferimento, per quanto si possa però provare a comprendere qualcosa dal percorso di chi ce l’ha fatta per tentare a propria volta di capire quale sia la chiave di volta.

Di volumi ne passano tantissimi sugli scaffali delle librerie – e, di riflesso, nella nostra rubrica domenicale sui libri da leggere più interessanti. E tra questi non è raro trovare produzioni che, nel corso del tempo, sono state in grado di arrivare a un pubblico vastissimo. Merito della storia imbastita dall’autore o dall’autrice di turno? O ancora della promozione fatta da parte della casa editrice che si occupa della pubblicazione? Oppure delle ottime reazioni che arrivano dalla comunità del “booktok”, la community di appassionati che tramite i social network danno vita a veri e propri fenomeni di culto online? Può essere uno di questi fattori – o anche tutti insieme, unitamente ad altri non menzionati – a decretare lo “sconfinamento” di un libro dal proprio paese d’origine verso altri mercati.

Ed è proprio quest’ultimo citato, quello dell’apprezzamento da parte del booktok, l’elemento determinante che, in sostanza, possiamo dire abbia fatto la fortuna di Holly Jackson e della sua “trilogia delle brave ragazze”. L’autrice britannica classe ‘92, recentemente tornata sotto i riflettori con “Not quite dead yet”, è riuscita, dal 2019 (anno di pubblicazione del primo libro della serie), a salire sull’ambita cresta dell’onda per rimanerci stabilmente. E lo ha fatto con racconti idealmente votati a intrattenere un pubblico di giovani (la categoria di riferimento è YA, young adult) ma che hanno catturato nella loro orbita anche tantissimi appassionati del genere tra i lettori più navigati. Riuscendo a risultare convincente anche ai loro occhi.


LA TRILOGIA DELLE BRAVE RAGAZZE, COME TUTTO È INIZIATO

Nulla ovviamente poteva anticipare a Holly Jackson che la sua serie l’avrebbe portata al successo a livello mondiale. Ed è con grandi ambizioni – ma probabilmente anche altrettanta umiltà – che nel 2019 si presentava in libreria con “Come uccidono le brave ragazze” (in Italia nel 2022, grazie a Rizzoli). La scelta del titolo del racconto, al pari di quella di cosa mettere in copertina, è uno degli elementi fondamentali per provare a catturare l’attenzione di chi passa distrattamente tra gli scaffali. Il “passeggiatore da libreria” tipo che guarda a destra e a manca in cerca di quel qualcosa che ne stuzzichi l’appetito letterario, pur senza sapere esattamente cosa sia quel qualcosa. Un po’ come quando si apre il frigo e lo si richiude subito dopo, delusi di non trovare la cosa che si desiderava proprio in quel momento (a chi non è capitato? ndr).

A fare il resto ci pensa poi la trama, capace di creare il giusto mix di dramma, suspense e coinvolgimento. Probabile che, a dare quel quid in più a “Come uccidono le brave ragazze”, sia stata la scelta dei personaggi principali, adolescenti in età scolare. È il 2012 e a Little Kilton, nel Buckingamshire (in Inghilterra) una delle ragazze più popolari della scuola sparisce e il suo corpo non viene mai ritrovato. C’è chi sospetta un omicidio, e ipotizza anche di sapere chi è il suo presunto assassino, un compagno di scuola che dopo poco si toglie la vita, quasi cancellando i dubbi preesistenti. Possibile che sia tutto così “semplice”?

Non ne è evidentemente convinta la protagonista della storia, Pippa Fitz-Amobi, che tempo dopo sceglie di studiare il caso come tesina di fine anno prima del salto verso il college. E, scava e riscava, vai a vedere che forse la verità è più complessa di quanto in tanti non potessero immaginare? O che magari non volevano immaginare, con misteri che affondano le loro radici, ben nascoste.


“BRAVE RAGAZZE, CATTIVO SANGUE” E “UNA BRAVA RAGAZZA È UNA RAGAZZA MORTA”: LA CHIUSURA DEL CERCHIO

Rimestare nel torbido, manco a dirlo, ha sempre il proprio fascino, e questo lo dimostra il fatto che il genere thriller, anche tra i libri da leggere che settimanalmente passano sotto la nostra lente d’ingrandimento domenicale, goda sempre di un elevatissimo tasso di rifornimenti. È stata la stessa Holly Jackson a rimboccarsi le maniche e a darsi da fare dopo il successo del suo primo libro, sfornando in pochissimo tempo (2020 e 2021) altri due racconti che hanno calamitato le attenzioni dei fan. Si tratta di “Brave ragazze, cattivo sangue” (In Italia nel 2022, Rizzoli) e “Una brava ragazza è una ragazza morta” (in Italia nel 2023, Rizzoli).

Tre volumi, unendoli al primo, che danno vita a un’unica storia corale da oltre 1.400 pagine complessive – arricchita poi da “Killjoy” (in Italia nel 2024, Rizzoli), che funge da prequel al tutto – dove ogni elemento è calibrato con grande attenzione. Il merito della Jackson è senza dubbio quello di aver saputo creare un intreccio narrativo che è sì fitto e intricato (e, di fondo, anche adeguatamente sordido), ma di averlo poi sviluppato in maniera naturale, con ribaltamenti di fronte che sanno dare la giusta scossa a lettori e lettrici, mantenendo tutti costantemente sulla corda.

Non a caso l’autrice è stata insignita, dal 2019 a oggi, di diversi premi letterari, e la sua saga letteraria è stata omaggiata di una trasposizione seriale. La prima stagione, disponibile su Netflix, ha evidentemente raggiunto i risultati prefissati dai produttori, che hanno messo in lavorazione la seconda stagione che si concentrerà sul secondo libro della saga. Più che lecito dunque guardare al futuro e sperare che la prolifica scrittrice britannica torni quanto prima sugli scaffali con un’altra delle sue brillanti opere.


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