Il Giro d’Italia percorre ‘quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno'

Il Giro d’Italia percorre ‘quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno'

Il Giro d’Italia percorre ‘quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno'


La corsa rosa nei luoghi raccontati da Alessandro Manzoni ne ‘I promessi sposi’. Il traguardo in Monza Brianza

La diciottesima tappa del Giro è partita da Morbegno, in provincia di Sondrio, e si è allungata sulla costa est del Lario. Dopo la deviazione in Valsassina, ha attraversato il ponte lecchese che chiude il lago, si è addentrato nel distretto del mobile brianzolo, per poi raggiungere il traguardo a Cesano Maderno.


IL RAMO MANZONIANO

Il lago di Como o Lario, misura 146 km² di superficie ed è il più profondo fra i laghi italiani (418 m); dalla punta di Bellagio, si divide in due rami, al termine dei quali sorgono le città di Lecco e quella di Como. Quello lecchese è segnato da percorsi di memoria manzoniana. La corsa rosa onora il primo e più illustre romanziere italiano e il suo immortale racconto dell’amore più travagliato di sempre tra Renzo e Lucia. La tappa passa, dunque, per la città natale dello scrittore, e attraversa il ponte che fa da confine al lago, che torna ad essere fiume. L’Adda, infatti, è il principale emissario del Lario, riemerge dal ramo lecchese, percorre un piccolo tratto e si allarga nuovamente in due laghetti minori, il Garlate e Olginate prima di continuare la sua strada verso il Po. Come descrive Manzoni il lago, “tutto a seni e golfi”, è chiuso all’estremità dalla sua città natale, Lecco, abbracciata da due monti il San Martino e il Resegone con i “molti suoi cocuzzoli in fila, che in vero lo fanno somigliare a una sega“. Il lago di Como oggi si è offerto nella sua veste migliore: sole pieno, giornata limpida, e il cielo terso che si specchiava nelle sue acque calme.


OLTRE I CLASSICI

A Colico, il popolo del surf aspetta la Breva o il Tivano, -venti lariani portatori di buon tempo- per montare sulle tavole e gonfiare le vele. Più a nord, Bellano, un pittoresco paese di pescatori, con strade strette e edifici colorati, offre la possibilità di visitare l’omonimo Orrido: una gola naturale creata dall’erosione dell’acqua e del Ghiacciaio dell’Adda che hanno modellato la roccia in gigantesche marmitte e tetri anfratti. Lo stretto canyon è visitabile grazie ad un sistema di passerelle. Il fascino dello strapiombo dagli spazi angusti, dai particolari giochi di luce riflessa sulle pareti rocciose e sull’acqua, dalla vegetazione che rimanda a ambienti più tropicali è amplificato dal frastuono delle cascate che si infrangono sulla pietra. Ma Bellano è anche lo sfondo dei romanzi di Andrea Vitali, che a breve diventeranno anche una serie, ma la produzione ha scelto di storpiarne il nome: nella fiction Bellano sarà Bellamo, provocando non pochi malumori negli abitanti della colorata località lacustre.



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