La storia della sesta tappa del Giro d’Italia nasce dove è nata la Storia. Si parte da Paestum e si arriva a Napoli
14 maggio 2026, ore 16:09
141 chilometri in terra campana, dalla colonia greca, alla piazza più grande d’Italia, la Corsa rosa fa sfoggio delle bellezze della regione
500 anni prima della nascita di Cristo, venne fondata una colonia nella periferia nord della Magna Grecia. Fu chiamata Poseidonia in onore del dio del mare. Oggi, l’arco della partenza è accanto al parco archeologico. Non cambia lo sfondo del fine corsa: Napoli, ma per l’edizione 109, la gara si chiude nell’enorme piazza del Plebiscito
LA COLONIA GRECA
Paestum nacque come colonia greca in Italia, intorno al 600 a.C.. Venne chiamata Poseidonia, in onore del Poseidone il dio del mare per i greci. Ma furono i Romani a darle il nome attuale: Paestum. Il parco archeologico conserva le rovine della cittadina, ma è famoso soprattutto per i tre grandi templi dorici: il Tempio di Hera (dea della fertilità), quello di Atena (della guerra e della saggezza) e il cosiddetto Tempio di Nettuno (probabilmente dedicato ancora a Hera). Sono straordinariamente conservati e rappresentano una delle testimonianze più importanti della Magna Grecia. Oggi li vediamo color pietra, ma in origine i templi erano dipinti con colori vivaci come rosso, blu e oro. Col tempo, pioggia e vento hanno cancellato quasi tutte le decorazioni. Con il declino dell’Impero Romano, la zona diventò paludosa e colpita dalla malaria. A questo si aggiunsero incursioni saracene e cambiamenti nelle rotte commerciali. Gli abitanti lasciarono gradualmente la città, che rimase quasi dimenticata per secoli. Nel museo archeologico del sito si conserva un affresco unico al mondo: la Tomba del Tuffatore, del V secolo a.C. Rappresenta un uomo che si tuffa nell’acqua ed è considerata una metafora del passaggio dalla vita alla morte. È uno dei più importanti esempi di pittura greca antica conservati.
NAPOLI
La sesta tappa della maratona Rosa terminerà a Napoli. La città affacciata sul golfo è diventata una consuetudine per la Corsa (è il quinto anno consecutivo), la novità sta nel luogo del traguardo: invece del lungomare Caracciolo, quest’anno il Giro taglia il traguardo a piazza del Plebiscito, spazio adattissimo ad accogliere la chiusura della frazione per le sue dimensioni. È una delle piazze più grandi d’Italia con i suoi 25 mila metri quadrati di estensione. È il cuore monumentale e storico della città, una delle piazze più scenografiche del Paese. Famosa per il suo imponente colonnato neoclassico, il Palazzo Reale e la Basilica di San Francesco di Paola, è il simbolo dell'incontro tra la monarchia borbonica e l'unità d'Italia. Il suo nome celebra il plebiscito del 21 ottobre 1860, con il quale il Regno delle Due Sicilie fu annesso al Regno d'Italia. Il plebiscito, oggi, è per il Giro d’Italia. Con una folla rumorosa e in rosa ad accogliere i ciclisti nel salotto partenopeo



