Lunedì 17 febbraio 1992, con l'arresto di Mario Chiesa, ha inizio "Tangentopoli", un cambiamento epocale per la politica italiana

Lunedì 17 febbraio 1992, con l'arresto di Mario Chiesa, ha inizio "Tangentopoli", un cambiamento epocale per la politica italiana

Lunedì 17 febbraio 1992, con l'arresto di Mario Chiesa, ha inizio "Tangentopoli", un cambiamento epocale per la politica italiana Photo Credit: foto agenzia fotogramma.it


Fu l’inizio della fine della Prima repubblica e la scoperta di un sistema che legava politica, finanza e imprenditoria in un giro di tangenti e corruzione che investiva quasi ogni ambito della vita pubblica italiana

Come allora, era di lunedì. Lunedì 17 febbraio 1992 è una data che ha segnato un giorno cruciale nella storia della vita politica e civile italiana. Lunedì 17 febbraio 1992 accadde quello che sarebbe divenuto uno degli episodi più emblematici di quel periodo: Mario Chiesa, ingegnere ed esponente di spicco del Partito Socialista Italiano, nonché presidente del Pio Albergo Trivulzio, venne arrestato in flagrante per aver intascato una tangente. L’evento rappresentò l'inizio di una delle più sconvolgenti inchieste della storia della Repubblica Italiana che divenne nota come Tangentopoli. Sarebbe stato solo il vaso che avrebbe scoperchiato il marcio della corruzione politica e imprenditoriale, che portò al crollo della Prima Repubblica e alla nascita della Seconda Repubblica.


L'inchiesta Mani Pulite

Tutto è iniziato di lunedì. Lunedì 17 febbraio 1992 con l'arresto di Mario Chiesa. Le indagini di mani Pulite rivelarono l’esistenza di un sistema di tangenti che si era radicato in profondità. Furono coinvolte non solo figure politiche di rilievo, ma anche l'imprenditoria. Venne scoperto un circuito corruttivo che avrebbe segnato il passaggio a un nuovo ordine politico e sociale per l'Italia. Era solo l’inizio di ciò che sarebbe esploso di lì a poco. Quello di Mario Chiesa non fu un evento isolato. Ma tutto parte da lui.


Mario Chiesa

L'inchiesta Mani Pulite prese il via grazie alla denuncia di un imprenditore monzese: Luca Magni. L’uomo d’affari decise di non sottostare più alla richiesta di tangenti da parte di Mario Chiesa, così dopo aver pagato una "messa a punto" su un appalto di 140 milioni, si rivolse ai carabinieri. D’accordo con il pubblico ministero Antonio Di Pietro, riuscì a far intercettare l'operazione. Magni entrò nell'ufficio di Chiesa con una busta contenente sette milioni di lire. Si trattava della metà di una tangente da 14 milioni che il politico gli aveva richiesto. Chiesa fu colto sul fatto e arrestato. Prima però tentò di disfarsi di un altro malloppo di 37 milioni di lire nel bagno. Quella scena divenne un simbolo potente dell'Italia corrotta. L'arresto di Chiesa arrivò sulle prime pagine dei quotidiani e nei telegiornali di tutto il paese.


La reazione politica

Immediatamente scattò la reazione politica all’arresto di Mario Chiesa. Il segretario del PSI, Bettino Craxi, in piena campagna elettorale per le elezioni politiche della primavera 1992, cercò di minimizzare l'accaduto. Definì Chiesa un “mariuolo isolato”, tentando di difendere l'immagine del suo partito. Le parole di Craxi non fermarono l'onda d'urto che si scatenò a livello nazionale. Chiesa, dopo un tentennamento, cedette sotto la pressione delle indagini e rivelò che il fenomeno delle tangenti. Emerse che questa pratica faceva parte di un sistema ben consolidato che coinvolgeva partiti di tutti i colori, nessuno escluso.


L'impatto sul sistema politico

Mani Pulite svelò un sistema che legava politica, finanza e imprenditoria in un giro di tangenti e corruzione che investiva quasi ogni ambito della vita pubblica italiana. L’arresto di Chiesa segnò anche l'inizio del crollo della cosiddetta Prima Repubblica. Ovvero quella che aveva governato l'Italia dal secondo dopoguerra. Le successive elezioni, che si svolsero nel 1994 avrebbero travolto i partiti tradizionali e visto il trionfo di nuove forze politiche, in particolare di Forza Italia di Silvio Berlusconi.



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