Maturità 2026, le tracce della prima prova e le reazioni degli studenti Photo Credit: ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO
18 giugno 2026, ore 17:30
Sette le tracce tra cui scegliere. Stupore tra i ragazzi per l'assenza dell'intelligenza artificiale
Si è conclusa alle 14.30 la prima prova dell’esame di Maturità 2026. Circa 530mila studenti hanno impugnato la penna alle 8.30 di questa mattina per affrontare lo scritto di italiano, nel tentativo di conquistare i 20 punti di voto massimo.
LE TRACCE DELLA PRIMA PROVA SCRITTA
Sette le tracce tra cui scegliere, sei le ore a disposizione per gli studenti. . Per l’analisi del testo sono stati selezionati Cesare Pavese e il suo “Passerò per Piazza di Spagna” e Vitaliano Brancati con il testo “I piaceri”, mentre per i temi argomentativi l’Assemblea costituente e il discorso d’insediamento di Giuseppe Saragat e il saggio di Frank Furedi “I confini contano”. Poi un testo di Piero Bianucci, “Te lo dico con parole tue”. Tra le scelte possibili anche le due tracce di attualità: una riflessione sul concetto di “incanto”, partendo dall’articolo Funziona a meraviglia, scritto da Wenke Husmann e uscito a gennaio sull’Internazionale, e un testo di Mario Calabresi tratto dal suo libro “Alzarsi all’alba”. A sostenere l’esame oggi c’era anche Pupo, tornato tra i banchi del liceo a 70 anni: “Avevo promesso a mio babbo e a mia mamma che un giorno mi sarei diplomato e forse anche laureato. Oggi mantengo quella promessa. Sono più emozionato di quando faccio concerti in tutto il mondo”, ha detto il cantante prima di affrontare la prima prova di Maturità all’Istituto Minerva di Roma.
MATURITÀ 2026, LE REAZIONI DEGLI STUDENTI
Conclusa la prima prova, gli studenti guardano ora con più timore a domani: latino per il liceo classico, matematica per il liceo scientifico, lingua e cultura straniera 1 per il liceo scientifico. E sulle tracce di oggi, diverse sono state le reazioni dei ragazzi che hanno affrontato lo scritto. Soddisfatti dalle proposte gli studenti del liceo classico Genovesi di Napoli, troppo classiche invece per i ragazzi milanesi, “tracce carine” dicono invece i maturandi romani. Ad accumunarli, sembra essere lo stupore per non aver trovato neanche una traccia sull’intelligenza artificiale.



