Paramount porta Warner Bros davanti ai giudici e mette nel mirino Netflix. Ecco cosa sta succedendo

Paramount porta Warner Bros davanti ai giudici e mette nel mirino Netflix. Ecco cosa sta succedendo

Paramount porta Warner Bros davanti ai giudici e mette nel mirino Netflix. Ecco cosa sta succedendo Photo Credit: Ansa/Allison Dinner


L’obiettivo dichiarato è ottenere piena visibilità sui dettagli economici dell’accordo, valutato complessivamente intorno agli 83 miliardi di dollari

Non c’è pace a Hollywood.

La guerra tra Paramount Skydance e Warner Bros. Discovery continua a infiammare il dibattito, assumendo sempre più i tratti di una partita di Risiko.

Dopo due mesi di offerte, rilanci e porte sbattute in faccia, la contesa è ufficialmente degenerata: Paramount ha trascinato Warner in tribunale.

PARAMOUNT–WARNER: COME SI È ARRIVATI ALLO SCONTRO LEGALE?

Da oltre due mesi la sfida tra i due colossi si consuma a colpi di offerte miliardarie, rilanci strategici e manovre sempre più aggressive.

Tutto inizia quando Warner Bros. Discovery, dopo un lungo confronto tra pretendenti, sceglie di privilegiare la proposta di acquisizione avanzata da Netflix rispetto a quella di altri concorrenti, tra cui proprio Paramount. Una decisione che avrebbe dovuto chiudere la partita, ma che invece ne ha aperta un’altra, ben più aspra. David Ellison, alla guida di Paramount Skydance, non accetta il verdetto e rilancia.

Scavalcando il consiglio d’amministrazione di Warner, si rivolge direttamente agli azionisti con un’offerta pubblica ostile: 30 dollari per azione, una mossa pensata per scardinare dall’interno la governance del gruppo rivale. Quella presentata a inizio gennaio è l’ottava proposta complessiva, nuovamente respinta da Warner Bros. Discovery.

Netflix, intanto, osserva lo scontro da bordo campo, sicura di aver già incassato la vittoria.

PARAMOUNT-WARNER, LA GUERRA ARRIVA IN TRIBUNALE

E a questo punto che la battaglia esce dal perimetro finanziario e diventa legale. Paramount decide di portare Warner davanti alla Corte del Delaware, aprendo un contenzioso che punta dritto al cuore dell’operazione con Netflix.

L’obiettivo dichiarato è ottenere piena visibilità sui dettagli economici dell’accordo, valutato complessivamente intorno agli 83 miliardi di dollari. Secondo Ellison, Warner Bros. Discovery, sotto la guida di David Zaslav, non avrebbe fornito agli azionisti informazioni chiare e complete su come sono stati valutati i Global Networks né sul reale valore economico dell’accordo.

I Global Networks sarebbero l’insieme delle reti televisive lineari del gruppo a livello mondiale, cioè i canali tradizionali via cavo e via satellite, distinti dalle attività cinematografiche e dallo streaming. Ma non finisce. La strategia di Paramount include anche l’ipotesi di raccogliere consensi tra gli azionisti per ottenere deleghe di voto e costruire una minoranza capace di rallentare o bloccare la fusione con Netflix, aprendo così uno spazio di manovra per una soluzione alternativa targata Paramount.

La causa legale quindi diventa uno strumento di pressione per costringere Warner a scoprire le carte.

L’ATTACCO LEGALE DI PARAMOUNT

Nel ricorso depositato, si legge un’accusa pesante al ceo Zaslav e al consiglio di amministrazione che, secondo Paramount, avrebbero violato i loro doveri fiduciari, non fornendo informazioni “complete, accurate e veritiere” necessarie agli azionisti per prendere una decisione consapevole. La replica di Warner Bros. Discovery è altrettanto netta.

La causa viene liquidata come “priva di fondamento”, mentre il gruppo ribadisce che qualsiasi nuova proposta dovrà migliorare sensibilmente l’offerta attuale, superando la soglia dei 30 dollari ad azione. Segnale che, almeno per ora, nessuno intende arretrare.

Una battaglia per il dominio dell’industria dei sogni che, almeno per ora non sembra ancora finita.

Anzi. Ma, come spesso accade nella storia di Hollywood, mentre si continua a produrre storie di fantasia, la più avvincente si consuma dietro le quinte.



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