Saltata la tregua in Medio Oriente, massiccio attacco di Israele su Gaza: almeno 350 morti

Saltata la tregua in Medio Oriente, massiccio attacco di Israele su Gaza: almeno 350 morti

Saltata la tregua in Medio Oriente, massiccio attacco di Israele su Gaza: almeno 350 morti Photo Credit: agenziafotogramma.it


Tel Aviv e la Casa Bianca usano la parola "inferno" per dire cosa accadrà nella Striscia. Netanyahu dice di voler riportare a casa gli ostaggi, ma con questi attacchi le loro speranze diminuiscono

STOP ALLA TREGUA

L’attacco di Israele è scattato in piena notte. Ondate di raid aerei hanno colpito Gaza. Con il passare delle ore si è aggravato il bilancio delle vittime: nella Striscia si contano almeno 350 morti, tra loro anche diversi bambini. Ci sono molti feriti e nuove scene di distruzione in un contesto già molto precario sul fronte umanitario. Dopo un paio di mesi di fragile tranquillità, la Striscia è ripiombata nell’incubo.

LA SORTE DEGLI OSTAGGI

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato la fine della tregua, sostenendo che Hamas ha rifiutato di rilasciare gli ostaggi ancora nelle mani dell’organizzazione terroristica. Questa decisione di Israele peraltro non aiuta gli ostaggi, come è stato fatto notare dalle loro famiglie. Il Families Forum ha scritto: “Netanyahu smetta di uccidere i nostri cari. Chiediamo un incontro con il governo, vogliamo garanzie su come gli ostaggi saranno protetti dalla pressione militare e come ci si aspetta che vengano riportati indietro".

HAMAS: "COLPA DI ISRAELE"

Hamas replica che è il governo estremista di Tel Aviv ad aver affossato la tregua: “ Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha deciso di affossare l'accordo di cessate il fuoco, esponendo i prigionieri a un destino incerto. Chiediamo al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di riunirsi urgentemente e di adottare una risoluzione per costringere Israele a cessare la sua aggressione e a ritirare le sue truppe dall'intera enclave palestinese”. Hamas ha anche fatto sapere di essere al lavoro con i mediatori per cercare di fermare l’ennesima aggressione dell’esercito di Tel Aviv.

L'INFERNO A GAZA

Ma Israele non sembra avere alcuna intenzione di fermarsi. Il ministro della difesa israeliano Katz non ha esitato a usare l’espressione “inferno” per dire cosa diventerà Gaza: “Nella Striscia si apriranno le porte dell’inferno, Hamas verrà colpita con una forza mai vista prima. Siamo tornati a combattere a Gaza alla luce del rifiuto di Hamas di rilasciare gli ostaggi e dopo le sue minacce di danneggiare i soldati dell'Idf e le comunità israeliane. Non smetteremo di combattere finché tutti gli ostaggi non torneranno a casa e tutti gli obiettivi della guerra non saranno raggiunti”.


SPALLEGGIATI DALLA CASA BIANCA

Il cessate il fuoco – sia pur a fatica- reggeva dal 19 gennaio. Ma ora Israele ha l’appoggio più convinto della Casa Bianca, quindi si sente autorizzato ad alzare i toni e il livello dello scontro. Da Washington, la portavoce della presidenza Karoline Leavitt ha affermato: “Come ha detto Trump chiaramente, Hamas, gli Houthi, l'Iran e tutti quelli che stanno cercando di terrorizzare Israele e gli Stati Uniti pagheranno un prezzo. Si scatenerà l'inferno. Tutti i terroristi in Medio Oriente dovrebbero prendere il presidente seriamente quando dice che non ha paura di difendere gli Usa e il nostro alleato Israele”. Eccola di nuovo, l'odiosa retorica dell’inferno…



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