Torino, scontri e violenze alla protesta: 108 agenti feriti, governo verso una stretta sulla sicurezza

Torino, scontri e violenze alla protesta: 108 agenti feriti, governo verso una stretta sulla sicurezza

Torino, scontri e violenze alla protesta: 108 agenti feriti, governo verso una stretta sulla sicurezza Photo Credit: ANSA/Alessandro Di Marco


Duri scontri durante la manifestazione contro lo sgombero di Askatasuna: oltre cento feriti tra le forze dell’ordine. Meloni e Crosetto parlano di azione criminale organizzata

Le immagini arrivate da Torino raccontano una giornata che ha superato di molto i confini della protesta. Le tensioni scoppiate durante la manifestazione nazionale contro lo sgombero di Askatasuna si sono trasformate in scontri durissimi, con un bilancio pesante per le forze dell’ordine: 108 tra agenti e militari feriti, alcuni dei quali in modo grave. Un dato che restituisce la dimensione della violenza registrata nelle strade del capoluogo piemontese.

IL BILANCIO DEI FERITI TRA LE FORZE DELL'ORDINE

Secondo le informazioni diffuse, tra i feriti ci sono 96 poliziotti, sette appartenenti alla Guardia di Finanza e cinque carabinieri. Due agenti restano sotto osservazione in ospedale dopo essere stati aggrediti brutalmente: uno colpito con calci, pugni e persino martellate, l’altro ferito mentre tentava di proteggerlo con lo scudo. Un funzionario della questura di Torino ha riportato la frattura di un braccio e dovrà essere sottoposto a un intervento chirurgico nei prossimi giorni. Numeri che, per le istituzioni, segnano un salto di qualità nella violenza.

LE PAROLE DI GIORGIA MELONI:"TENTATO OMICIDIO CONTRO GLI AGENTI"

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato personalmente tre degli agenti feriti, tra cui Alessandro Calista, diventato simbolo degli scontri dopo la diffusione di un video che lo mostra circondato e colpito da un gruppo di manifestanti incappucciati. Al termine della visita, la premier ha annunciato la convocazione di una riunione di governo per affrontare il tema dell’ordine pubblico e valutare eventuali interventi normativi nell’ambito del decreto sicurezza. Sui social, Meloni ha usato parole durissime, definendo quanto accaduto non una manifestazione, ma un’azione criminale organizzata. “Quando si colpisce qualcuno con un martello – ha scritto – si è consapevoli delle conseguenze potenzialmente letali”. Per la presidente del Consiglio, episodi di questo tipo devono essere qualificati per ciò che sono, senza ambiguità, e perseguiti con fermezza dalla magistratura. Ha inoltre denunciato quello che considera un doppio standard: una reazione delle forze dell’ordine sarebbe immediatamente oggetto di indagine, mentre troppo spesso, a suo avviso, alle denunce contro i violenti non seguirebbero conseguenze adeguate.

AFFERMAZIONI DURE ANCHE DAL MINISTRO DELLA DIFESA CROSETTO

Sulla stessa linea il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha parlato apertamente di “guerriglia urbana”. Secondo Crosetto, non si è trattato di manifestanti occasionali, ma di gruppi strutturati, con oltre mille persone organizzate, dotate di molotov, bombe carta, spranghe e strumenti per ostacolare le comunicazioni delle forze dell’ordine. Una dinamica che, nelle parole del ministro, richiama scenari del passato legati agli anni del terrorismo e che richiederebbe una risposta compatta dello Stato. Il clima resta teso, mentre proseguono le indagini per identificare i responsabili degli scontri. Torino, intanto, fa i conti con una ferita profonda che riaccende il dibattito sul confine tra diritto di manifestare e violenza organizzata, e sulla capacità dello Stato di garantire sicurezza senza arretrare sui principi dello Stato di diritto.


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