Restaurato, arriva in 4K "Frankenstein Junior", il film capolavoro di Mel Brooks, in sala il 29 e 30 ottobre

Restaurato, arriva in 4K "Frankenstein Junior", il film capolavoro di Mel Brooks, in sala il 29 e 30 ottobre

Restaurato, arriva in 4K "Frankenstein Junior", il film capolavoro di Mel Brooks, in sala il 29 e 30 ottobre Photo Credit: foto agenzia fotogramma.it


La pellicola in bianco e nero, autentico "cult" del cinema torna in sala nella versione restaurata in 4K

"Lupu ululà e castello ululì!", la frase pronunciata da Igor (Marty Feldman) oppure quella detta dal dottor Frederick Frankenstein (Gene Wilder): "Si può fare!" sono due tra le battute più famose del film capolavoro di Mel Brooks "Frankenstein Junior" che, dopo 50 anni , torna in versione restaurata e in 4K. Sarà in sala i prossimi 29 e 30 ottobre. 


Una intuizione geniale

Il regista ebbe un'idea geniale, ovvero quella di dissacrare un classico del cinema horror ,riempiendolo d'ironia e sarcasmo. L'operazione "Frankstein Junior" fu un vero successo da subito. L'idea che è accreditata a Gene Wilder ci riporta al capolavoro uscito nel 1974. esattamente 50 anni fa.


Da dove si partiva?

L'idea del film arriva dal romanzo Frankenstein o il moderno Prometeo della scrittrice e filosofa Mary Shelley, considerato il primo romanzo gotico in assoluto. Ma anche dai molti film del genere e ispirati a lui partendo da Frankenstein di James Whale del 1931.


La trama

La pellicola, ,in rigoroso Bianco e nero d'ordinanza,  si apre nella New York anni Trenta. Il professore universitario Frederick Frankenstein, nipote del famoso dottor Victor von Frankenstein, riceve la notizia che il defunto barone gli ha lasciato un castello in Transilvania. Il professore parte per la Romania dove incontra l'aiutante gobbo Igor (interpretato da Marty Feldman), nipote del vecchio assistente del nonno, la procace assistente Inga (Teri Garr) e l'inquietante Frau Blücher (Cloris Leachman), nominando la quale è tutto un nitrire di cavalli spaventati. Proprio lei farà ritrovare  a Frederick gli appunti del nonno, su come dar vita ad un cadavere. E qui Gene Wilder pronuncia la famosa frase cult: " "Si può fare!". Perché pensa di riportare in vita una persona defunta. Da qui la pelicola present atutta una serie di esilaranti equivoci e incidenti di percorso. Tra le scene più divertenti del film anche quella in cui Gene Hackman che interpreta un eremita cieco, nella notte più buia e piovosa della terra chiede rivolto al Signore: "Ti prego. Una visita, non chiedo altro, un viandante che possa aiutarmi a passare qualche ora della mia vita solitaria". Alla fine  un'altra indimenticabile sequenza con  il dottor Frederick Frankenstein e la sua bella e procace assistente Inga. Lui legge con interesse scientifico una pagina del nonno sui suoi esperimenti mentre lei vede, in quella stessa pagina, un inaspettato lato pratico. "Dato che la minuzia delle parti rallentava notevolmente il mio lavoro, decisi di fare una creatura dalle dimensioni gigantesche" legge Frankenstein che aggiunge subito dopo: "e questo semplificherebbe tutto. In altre parole le vene, i piedi, le mani, tutti gli organi dovrebbero essere ingranditi?" "Uh! allora avrebbe un enorme schwanzstücke!" dice subito un'entusiasta Inga molto poco scientifica, ma sicuramente più vitale.



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