Gino Paoli ha vissuto con una pallottola nel cuore dal 1963, la strana (assurda) vicenda: ecco cosa raccontò il cantante
Gino Paoli ha vissuto con una pallottola nel cuore dal 1963, la strana (assurda) vicenda: ecco cosa raccontò il cantante Photo Credit: Ansa
24 marzo 2026, ore 17:00 , agg. alle 18:10
"Mi ricordo di avere due pistole. Faccio le prove sparando con la Derringer calibro 5 dentro un libro bello spesso", svela in un'intervista Gino Paoli
Un boato. Un forte boato. Un colpo di pistola. E il rumore assordante resta nella storia, raccontato sulle pagine dei giornali degli anni Sessanta. Gino Paoli tenta il suicidio. E' l'11 luglio 1963, Paoli tenta il suicidio sparandosi un colpo di pistola al cuore. "Ogni suicidio è diverso, e privato. In quel momento avevo tutto: successo, soldi, le due donne più belle d’Italia innamorate di me. Il proiettile si fermò nel pericardio. Mi tiene compagnia e ha smesso di suonare al metal detector”, racconta in un'intervista dal letto d'ospedale. E' vivo per miracolo. Quella pallottola lo accompagna per una vita intera.
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Lucidio più che mai, Paoli - che è scomparso oggi all'età di 91 anni - racconta tutto quello che c'è dietro il tentativo di suicidio. Lo fa dopo il ricovero in ospedale, ma anche anni dopo in tv. Vuole morire. Tenta di morire. “
Provo con i barbiturici, il Nembutal, annaffiati con il calvados, ma non mi fanno niente - ha raccontato nel 2023 –. Penso di gettarmi di sotto; ma non voglio dare a mia madre il dolore di vedere un figlio straziato. Mi ricordo di avere due pistole. Faccio le prove sparando con la Derringer calibro 5 dentro un libro bello spesso, e vedo che il proiettile entra in profondità. Così mi corico sul letto, e mi sparo. Non alla testa, sempre per non dare quel dolore a mia madre. Al cuore", dice.
Gino Paoli rimane, da quell'11 luglio, tutta la vita con una pallottola vicinissima al cuore (estrarla con un intervento chirurgico sarebbe stato più rischioso).
GLI AMORI, DA STEFANIA SANDRELLI AD ORNELLA VANONI
Con Stefania Sandrelli fu amore. Raccontato sulle riviste dell'epoca dopo i primi scatti insieme. Il primo incontro alla Bussola e poi il resto è storia italiana, sullo sfondo gli anni Sessanta. Lui era già famoso, in Versilia si celebravano i grandi artisti. Ed era sposato, aveva 30 anni. Uno scambio di sguardi e scatta la scintilla: "quella stanza non ha più pareti, ma alberi. Alberi infiniti" (non c'è metafora migliore per raccontare un amore di questo tipo). La Sandrelli, senza freni e filtri, racconta anche qualche colpo di testa con Gino Paoli: “Ci siamo tolti parecchie soddisfazioni, abbiamo fatto l’amore anche in cima alla Basilica di San Pietro”.
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