Carlo Bonomi a RTL 102.5: “Spero che il Governo ci convochi per piano vaccinale nelle aziende”. “Nel settore radiofonico italiano il settore pubblico drena risorse economiche e danneggia il settore privato”

25 febbraio 2021, ore 10:00

Carlo Bonomi, Presidente di Confindustria è stato intervistato questa mattina in diretta su RTL 102.5 all’interno di Non Stop News condotto da Giusi Legrenzi, Pierluigi Diaco ed Enrico Galletti


Condizione economica dell’Italia

“Noi siamo entrati nel periodo pandemia con l’Italia che aveva 4 punti di PIL da recuperare rispetto alla crisi del 2008, dopo 11 anni non dovevamo ancora recuperare i lavori pre-crisi e la nostra economia è fragile e ad ogni soffio di vento paghiamo più degli altri”.

“Tutti sono concentrati nel breve periodo pensando di utilizzare questi fondi dell’Europa, che non sono solo quelli del Recovery, nei prossimi sei anni l’Italia potrebbe avere tra i 4 e i 4,5 miliardi e non avremo più scuse rispetto al tema, mancano le risorse, ma quello che manca è il fine che vogliamo raggiungere con queste risorse finanziarie: vogliamo creare un’industria più competitiva, o società del futuro, questo è il dibattito che manca secondo me in Italia e che invece dovrebbe essere alla base proprio del pensiero con cui intendiamo utilizzare queste risorse”.


Ipotesi aprire le aziende per vaccinare i lavoratori e le famiglie

“L’idea nasce perché noi dobbiamo accelerare il processo vaccinale perché qualsiasi provvedimento di natura economica avrà effetto se noi usciamo da questa crisi sanitaria, spero che questa ipotesi venga accolta dal Governo e ci convochino per lavorare tutti insieme ad un protocollo che permetta l’utilizzo delle fabbriche per accelerare il piano vaccinale”. “Ad oggi abbiamo utilizzato solo il 73% delle dosi che ci hanno consegnato, quindi non è un problema di consegna, quello che mi preoccupa è la struttura logistica nella quale l’Italia sta dimostrando invece, una forte carenza e nel momento in cui quadruplicheranno l’arrivo delle dosi mi chiedo come saremmo in grado di gestire il piano vaccinale. Nessuno di noi sa ancora nulla e questo dà la dimensione di come stiamo affrontando il problema della logistica”.


Tema licenziamenti

“La posizione di Confindustria è sempre stata chiara, è giusto il blocco dei licenziamenti, ma nello stesso momento avevamo chiesto anche di affrontare la riforma degli ammortizzatori sociali delle politiche attive perché è l’unica via per poter uscire da questo blocco che non può essere prorogato e adesso siamo ancora sotto scadenza e ci chiediamo come poter uscire da questa dimensione. Nessun imprenditore sta pensando allo sblocco dei licenziamenti per poter usufruire della possibilità di mandare a casa le persone, al contrario. Con molto equilibrio dobbiamo fare una norma transitoria, non possiamo affrontare la scadenza immediatamente. Le aziende che sono soggette a restrizioni per i decreti normativi o per quei settori che sono fortemente in crisi come il commercio e il turismo è corretto sostenerli con la cassa integrazione Covid a carico della fiscalità generale, a fronte del blocco dei licenziamenti. Quelle aziende che non hanno questi problemi potrebbero usufruire della casa integrazione ordinaria senza dover licenziare nessuno. Dobbiamo anche dare un segnale alle aziende che si sta andando verso una normalizzazione per consentire quella tranquillità per fare gli investimenti e creare posti di lavoro altrimenti il blocco dei licenziamenti diventa il blocco delle assunzioni”.


Settore radiofonico nel periodo di crisi

“Le imprese editoriali, quindi anche quella del sistema radiofonico si devono confrontare duramente con quella che è una trasformazione digitale e quindi con un periodo pandemico che ha accelerato i processi di trasformazione. Tutto il settore è chiamato a forti investimenti in un momento di crisi e in un contesto dove in Italia per anni si è contrapposto il pubblico al privato nel settore dell’informazione, in un settore fondamentale garantito dalla Costituzione creando però un mostro. Cioè il pubblico se guardiamo all’estero, è un pubblico che è pagato dalla fiscalità generale e deve fare il suo servizio, in Italia per danneggiare il privato si è creato un ibrido, un pubblico che va a drenare risorse soprattutto economiche al privato e quindi danneggiando anche il settore privato, ma non rafforzando quello pubblico. Credo che sia sbagliato proprio il concetto con cui abbiamo affrontato lo sviluppo dell’intero settore. Detto ciò, è chiaro che in un momento di crisi come quello attuale, il tema dei ristori anche a questo settore deve essere affrontato in maniera diversa, si deve mettere mano all’impianto di come è gestito il pubblico”.


Carlo Bonomi a RTL 102.5:  “Spero che il Governo ci convochi per piano vaccinale nelle aziende”.
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