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09 settembre 2016

Sfera Ebbasta, Sono il primo non rapper italiano

Presenta a RTL.it il primo album omonimo firmato con una major

"Penso di aver portato una boccata di aria fresca alla scena musicale per questo mi definisco il primo non rapper italiano". Così Sfera Ebbasta (vero nome Gionata Boschetti classe 1992) si definisce nel giorno dell'uscita del suo primo album omonimo firmato con la major Universal/Def Jam. Undici brani prodotti da Charlie Charles (uno dei nuovi produttori della scena rap italiana più richiesti del momento) "conosciuto davanti ad un panino". Il primo singolo è "BRNBQ (Bravi ragazzi nei brutti quartieri)" e il prossimo sarà "Cartine Cartier" nato dalla collaborazione internazionale con la superstar francese SCH.

Sfera Ebbasta, Sono il primo non rapper italiano

Il primo album per una grande major. Com'è nata questa decisione e il tuo incontro con Universal?
Il mio obiettivo era cercare di arrivare al top e Universal e Def Jam sono una certezza in questo senso. Non voglio fare il paraculo e non permetterò a nessuno di manipolare la mia musica e per ora mi sembra di aver trovato un team che rispetta le mie scelte e mi permette di essere coerente con me stesso e nei confronti dei miei fan.

A quando risale la tua collaborazione artistica con Charlie Charles?
Risale all’incirca 7 anni fa, ci siamo incontrati al McDonalds di Lotto e fin da subito è nata un’amicizia che si è poi trasformata in una collaborazione artistica, con ottimi risultati direi.

Quanto tempo hai lavorato per le canzoni di questo disco?
La lavorazione del disco è durata più o meno un anno, ci ho lavorato durante il tour, durante le vacanze e ho cercato di raccontare tutte le mie sfaccettature.

Qual è per te il messaggio più forte che vuoi far arrivare al pubblico?
Non esiste un messaggio unico nel disco (se non quello che la mia vita è cambiata) ma ogni brano è a sè, con la sua forza e la sua identità.

Ormai il rap è una realtà consolidata nel nostro Paese, secondo te di che salute gode ultimamente?

Io mi definirei il primo non rapper italiano, penso di essere riuscito a creare una scena parallela a quella conosciuta fino ad adesso, coinvolgendo tutte le nuove leve degne di nota, a mio parere; direi quindi di aver portato una boccata di aria fresca alla scena.

Esistono davvero i "Bravi ragazzi nei brutti quartieri"?
Basta guardarsi intorno.